Giallo di Taleggio, potrebbe essere un incidente non un omicidio: «È caduto dal tetto, avevo paura»

IL CASO. L’autopsia ha rilevato ferite compatibili anche con un incidente. Di nuovo interrogato il tunisino: «Hassan precipitato durante lavori in casa». Il pm chiede la scarcerazione di Nouri Hedhili .

La morte di Hassan Saber Qamer Ahmed Matried, l’egiziano di 43 anni trovato senza vita lunedì in una piazzola di sosta a Taleggio , potrebbe essere un incidente e non un omicidio: l’ipotesi della caduta dal tetto mentre stava eseguendo dei lavori nell’abitazione di Verdellino del tunisino Nouri Hedhili acquista maggiore solidità.

Questa versione è risultata infatti plausibile, ed è coerente con le prime risposte ai quesiti che la Procura ha posto al medico legale che, venerdì, ha eseguito l’autopsia sul corpo dell’egiziano. Alla luce di queste risultanze, sabato la pm Maria Esposito ha interrogato urgentemente Hedhili, l’operaio edile che ha trasportato il corpo di Matried dalla sua abitazione al luogo del ritrovamento, e che dal 6 gennaio si trova in carcere con l’accusa di omicidio.

Chiesta la scarcerazione di Nouri Hedhili

Già sabato, Piazza Dante ha quindi presentato al gip la richiesta di revoca della misura cautelare. Il Tribunale potrebbe disporre a breve la scarcerazione dell’uomo, che aveva inizialmente dato diverse versioni sull’accaduto, per poi affermare che Matried era precipitato dal tetto mentre lavorava. Proseguono, comunque, gli accertamenti. E la Procura, se l’ipotesi dell’incidente fosse confermata, potrà valutare la modifica al capo di imputazione. Come detto, il 53enne tunisino, incensurato, ha trasportato con il proprio furgone il corpo nel punto in cui è stato ritrovato.

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