Cronaca / Valle Cavallina
Domenica 11 Gennaio 2026
Altri furti nei cimiteri, presi di mira Albano Sant’Alessandro e Brusaporto
IL CASO. Dopo Treviolo e Pedrengo, altri due Comuni sono stati colpiti nella notte tra sabato 10 e domenica 11 gennaio.
Brusaporto - Albano Sant’Alessandro
Una nuova ondata di furti e vandalismi ha colpito i cimiteri comunali della provincia di Bergamo, scatenando indignazione tra i cittadini e gli amministratori comunali. Dopo i colpi dei giorni scorsi a Pedrengo e Treviolo, nella notte tra sabato 10 e domenica 11 gennaio sono stati presi di mira il cimitero di Albano Sant’Alessandro e quello di Brusaporto. La tecnica sembra simile in entrambi i casi: i malviventi hanno strappato con forza portafiori e decorazioni funerarie in bronzo o rame, radicati alle tombe. Un gesto che ha colpito profondamente le due comunità, trasformando un luogo di raccoglimento in teatro di vandalismo.
Ad Albano Sant’Alessandro
Ad Albano la scoperta è avvenuta nella mattinata di domenica 11 gennaio, quando alcuni familiari dei defunti si sono recati al cimitero per una visita. Immediato l’allarme: sul posto sono intervenuti il comandante della polizia locale Ivan Frigoli, insieme al sindaco Gianmario Zanga, al vicesindaco Fabrizio Mologni e all’assessore alla Sicurezza Paolo Maffeis. Secondo le prime informazioni, i ladri sarebbero stati cinque e avrebbero raggiunto il camposanto con un furgone. Grazie alle immagini delle telecamere, le targhe del veicolo sarebbero state rilevate.
A Brusaporto
Anche il cimitero di Brusaporto è stato preso di mira nella stessa notte, dove sono state rubate circa 15 statue. I malviventi avrebbero agito dopo le 23.30. Anche in questo caso l’allarme è scattato ieri mattina e si è diffuso rapidamente in paese. Sul posto sono intervenuti il sindaco Maria Cristina Galizzi, l’assessore alla Sicurezza Rodolfo Zenoni e le forze dell’ordine. «I carabinieri di Seriate e la polizia locale dell’Unione dei Colli sono già a buon punto con le verifiche. Io stessa ero al cimitero questa mattina (10 gennaio), prima con la polizia locale e poi con i militari», riferisce Galizzi.
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