Imbrattò i muri a Berbenno, i suoi genitori chiamano il sindaco: «È stato lui»

L’AMMISSIONE. Il responsabile sarebbe un minorenne del posto. Il primo cittadino: «Brutto gesto, ma il fatto che i genitori si siano fatti avanti per assumersi le proprie responsabilità mi ha reso soddisfatto».

Una scritta tracciata con una bomboletta nera ha deturpato nei giorni scorsi diversi angoli del paese di Berbenno, colpendo la Casa delle Associazioni in via Vittorio Emanuele, i servizi igienici dell’oratorio in piazza Roma e il muro di un’abitazione privata in via Angelo Avogadro.

La svolta

In tutti i punti danneggiati la scritta apparsa è la medesima, sormontata da un’aureola (simbolo che solitamente indica la pretesa di essere il “re” del posto) e accompagnata dal numero 12. Un episodio di inciviltà che ha trovato una svolta nelle ultime ore quando i genitori del responsabile, un minorenne del posto, hanno contattato telefonicamente il sindaco Manuel Locatelli per ammettere che l’autore di questi sfregi è il loro figlio.

«Non è da tutti»

Mercoledì 1° aprile la famiglia sarà ricevuta in municipio alla presenza del vigile per definire il risarcimento del danno economico e le spese di ripristino delle pareti della Casa delle Associazioni di proprietà comunale. Sulla vicenda il primo cittadino mantiene una linea di fermezza, pur apprezzando il gesto riparatore: «Ciò non toglie la gravità del fatto, anzi, non si può assolutamente parlare di una “ragazzata” – afferma –. È un gesto brutto che dimostra mancanza di rispetto verso i beni comuni e privati, ma il fatto che i genitori si siano fatti avanti per assumersi le proprie responsabilità mi ha reso soddisfatto, perché oggi non è affatto da tutti - prosegue -. L’accaduto spingerà ora l’amministrazione a intensificare gli incontri nelle scuole per sensibilizzare i giovani all’educazione civica, un intervento che riteniamo necessario poiché episodi simili sembrano purtroppo diventare sempre più frequenti».

«Doverosa una riflessione»

Proprio per questo, Locatelli ha inviato una lettera al ministero della Difesa: «Oggigiorno assistiamo con sempre maggiore frequenza a episodi di atti vandalici – scrive –, a una diffusa mancanza di rispetto delle regole e a un progressivo indebolimento del senso civico, soprattutto tra le giovani generazioni nella speranza di trovare, prima o poi, strumenti efficaci per contrastarle. In un contesto in cui troppo spesso sembra che “tutto sia permesso e concesso”, ritengo sia doveroso avviare una riflessione concreta su strumenti in grado di responsabilizzare i cittadini, a partire dai più giovani».

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