Profanazione della tomba di Pamela Genini: Dolci si presenta in Procura
LE INDAGINI. L’ex fidanzato della giovane di Strozza uccisa a Milano ha depositato una memoria nella mattinata di lunedì 27 aprile in Procura a Bergamo.
Francesco Dolci si è presentato spontaneamente in Procura nella mattinata di lunedì 27 aprile, accompagnato dal suo avvocato, Eleonora Prandi, per d epositare una memoria in cui sarebbero elencati alcuni nomi di persone che avevano avuto a che fare con Pamela Genini . L’iniziativa dell’imprenditore edile di Sant’Omobono, ex fidanzato della giovane, si inserisce in un quadro investigativo ancora aperto e, al momento, privo di indagati. L’uomo non avrebbe parlato con i magistrati.
Le indagini, coordinate dal pm Giancarlo Mancusi, sono in corso dal 23 marzo, quando durante il trasferimento del feretro nella cappella di famiglia si è scoperto che dal corpo della 29enne, uccisa a Milano il 14 ottobre scorso, mancava la testa. Il fascicolo aperto ipotizza i reati di vilipendio e sottrazione di cadavere.
Il mazzo di fiori e il silicone
Negli ultimi mesi attorno al caso si sono accumulati elementi e circostanze ancora da chiarire. Tra questi, il ritrovamento di un mazzo di fiori all’interno del loculo , sopra la bara. Secondo il necroforo comunale, al momento della tumulazione – avvenuta il 24 ottobre – il bouquet non era presente. I fiori, rinsecchiti e legati con un nastro, sarebbero compatibili con essenze che fioriscono proprio in quel periodo, suggerendo che qualcuno possa aver avuto accesso al feretro a breve distanza dalla sepoltura.
Un dettaglio che, insieme al silicone utilizzato per richiudere il feretro dopo la profanazione, è stato interpretato come possibile segnale di un gesto non improvvisato. Resta invece senza conferme ufficiali la presenza di una sagoma ripresa di notte dalle telecamere comunali: i sistemi di videosorveglianza cancellano automaticamente le immagini dopo sette giorni, anche se non è escluso che gli investigatori siano riusciti a recuperare dati oltre quel limite.
Il capello biondo in casa
Più recente è il ritrovamento di un capello biondo nell’abitazione di Dolci a Sant’Omobono, notato da un inviato televisivo e repertato dai carabinieri. Il reperto sarà analizzato per verificare l’eventuale presenza di Dna, anche se gli inquirenti tendono a ridimensionarne la rilevanza, considerando che la vittima aveva in passato vissuto nella stessa casa. Dolci era già stato ascoltato come persona informata sui fatti lo scorso 13 aprile , per diverse ore, insieme ai genitori. Nel tempo aveva fornito più volte la propria versione, avanzando anche ipotesi su possibili moventi, tra cui un presunto interesse economico e timori espressi dalla stessa Genini prima della morte.
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