Si fingevano vigili e tecnici, a processo zio e due nipoti

TRUFFE. I colpi nella Bergamasca, ma anche nelle province di Vicenza, Verona e Lecco.

Il copione, per derubare gli anziani di preziosi e denaro, era praticamente sempre lo stesso: si fingevano tecnici che dovevano eseguire verifiche, per fantomatici guasti che avevano causato fuoriuscite di gas, e talvolta uno di loro vestiva i panni del vigile urbano o del carabiniere. In alcuni casi, usavano anche dei piccoli petardi per simulare il rumore di scoppi, parlando del rischio di esplosioni. Così, convincevano le vittime a prendere gioielli e denaro per portarli con sé al sicuro e, una volta all’esterno, prendevano le borse e scappavano.

Il processo

Agivano sempre in due, mentre un complice attendeva poco distante in auto. Il gruppo «lavorava» la mattina, quando dal Torinese imboccava l’autostrada (tre le auto usate, tutte con targa contraffatta) per dirigersi nella Bergamasca, ma anche in provincia di Vicenza, Verona e Lecco. Per una serie di furti aggravati commessi con queste modalità, sono a processo due fratelli residenti a Chivasso, uno classe 1985 e uno di cinque anni più giovane, e lo zio del 1983, residente a Gattinara. Deve rispondere di alcuni episodi anche una quarta persona (per cui si procede separatamente) e un ultimo personaggio ancora ignoto. Nel corso dell’udienza di venerdì 3 aprile, le vittime hanno raccontato le modalità del raggiro. Mentre un maresciallo della Sezione operativa del Norm di Bergamo ha ripercorso le indagini che hanno portato a individuare i presunti responsabili ora a processo.

Gli episodi nella Bergamasca

Il primo episodio si è consumato a Palazzago, ai danni di una persona ultraottantenne, il 2 ottobre del 2024, e lo stesso giorno si è consumato un identico fatto a Bonate Sopra. Grazie alle telecamere di un’abitazione vicina, i carabinieri hanno notato la Volkswagen T-Roc – ritenuta una delle auto usate per i colpi – e hanno visionato le telecamere di lettura targhe per cercare di ricostruire il percorso di fuga. Che si è delineato sino al casello di Capriate (direzione Milano), e poi all’uscita autostradale nel Torinese. Il 4 dicembre un ulteriore furto a Gorlago, poi a gennaio altri tre casi in provincia di Verona e Vicenza. Ma in Bergamasca si contano anche altri episodi (oggetto di altri procedimenti) con modalità identiche: a ottobre 2024 a Sotto il Monte e Villa d’Adda, lo stesso giorno di Gorlago a Trescore. Visionando le immagini a disposizione, ma anche lavorando con i colleghi delle altre province, i carabinieri di Bergamo sono quindi riusciti a vedere anche fattezze e volti. Risalendo quindi ai presunti autori dei furti aggravati, ora a processo a Bergamo.

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