(Foto di Maraviglia)
LE PAROLE DELLA FAMIGLIA. L’avvocato: «Atto non riconducibile a richieste di denaro ma a una mente deviata».
Strozza
«Nemmeno la morte le ha concesso pace: qualcuno ha violato anche il suo ultimo rifugio». Così l’avvocato Nicodemo Gentile, facendosi portavoce della signora Una, la mamma di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa dall’ex, che ha definito «uno scempio disumano» la profanazione della tomba e del cadavere della figlia scoperta nei giorni scorsi al cimitero di Strozza.
L’avvocato, che assiste la signora, sottolineando che al momento non si comprendono «le ragioni del macabro gesto, compiuto verosimilmente da più persone e che ha profondamente colpito la famiglia», ha aggiunto: «non emergono elementi che possano far ipotizzare una «pista economica: la signora Genini non ha mai ricevuto minacce, pressioni o richieste di denaro, né prima né dopo la morte della figlia, né ha mai presentato denunce in tal senso».
Il legale non esclude invece «che dietro il raccapricciante episodio possa celarsi una mente pericolosa» e un atto riconducibile «a dinamiche di possesso deviate e a un pensiero disturbato e ossessivo nei confronti di Pamela, della sua immagine e della sua identità». «La signora Genini - chiude la nota - rinnova infine piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e auspica una celere risoluzione del caso perché colui o coloro che hanno ideato e realizzato questo scempio disumano sono persone pericolosissime che potrebbero fare di tutto e stanno terrorizzando una intera comunità».
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