Mercoledì 01 Giugno 2011

Dalmine, scontro auto-moto
Grave un giovane del paese

È ancora ricoverato agli Ospedali Riuniti di Bergamo il giovane centauro che martedì è rimasto coinvolto in un incidente a Dalmine. Il ragazzo, seppure in condizioni piuttosto gravi, non sarebbe in pericolo di vita.

Lo scontro è accaduto nella tarda mattinata, nei pressi delle scuole medie Aldo Moro, nel quartiere di Mariano. Stando alla ricostruzione effettuata dagli agenti della polizia locale di Dalmine, pare che il giovane, uno studente ventitreenne residente nella zona, stesse percorrendo il rettilineo di via Olimpiadi.

Erano le 11,55 e A.T., in sella ad una Ducati di grossa cilindrata, stava viaggiando in direzione del quartiere di Brembo, quando all'altezza delle scuole medie, è stato urtato da un'auto che viaggiava nell'opposto senso di marcia e stava effettuando una manovra di svolta per parcheggiare.
Lo scontro tra l'auto – una Peugeot 307 guidata da C.S., una signora di 47 anni residente a Dalmine – è stato violento e ad avere la peggio è stato il giovane centauro. Il ragazzo, a seguito dell'urto, è caduto a terra.

L'automobilista e alcune persone che si trovavano nella zona, hanno subito cercato di soccorrerlo chiamando il 118.
Sul posto è intervenuta un'auto medica, che ha trasportato il ventitreenne agli Ospedali Riuniti di Bergamo, dove tuttora si trova ricoverato e dove nel pomeriggio di ieri è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Fortunatamente il giovane non è in pericolo di vita, seppure le sue condizioni siano piuttosto gravi. È andata decisamente meglio all'automobilista alla guida dell'auto, che non ha riportato traumi e lesioni, ma se l'è cavata solo con un grande spavento.

Sul posto sono arrivati anche gli agenti della polizia locale che, per effettuare i rilievi, hanno dovuto disporre la chiusura di via Olimpiadi. La via, particolarmente trafficata negli orari di ingresso e uscita dei ragazzi da scuola, è stata chiusa per un paio d'ore per permettere agli agenti di effettuare i rilievi necessari.

De. Ci.

a.ceresoli

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