Martedì 23 Aprile 2013

«Ho fatto il possibile per aiutarti»
Alberto: non riuscirò a perdonarmi

«A tutti voi che avete scritto porgo commosso i miei più sentiti ringraziamenti, non potete capire quanto tra le lacrime li stia apprezzando». Inizia così un nuovo messaggio in Facebook che Alberto Calderoli ha postato nella notte tra lunedì e martedì, due giorni dopo aver trovato i corpi senza vita della moglie Alessia e della bimba Elisa.

«Quello che sento dopo decine di fratture ossee passate è un nuovo tipo di dolore devastante che non sono in grado di descrivere se non come un onda che travolge all'improvviso e continua a ripetersi senza sosta. Scevro da qualunque ansia o preoccupazione, non c'é antidolorifico che funzioni, non so se e quando finirà: ci vorrà probabilmente il suo tempo. Capisco ancora di più ora quanto i propri bambini siano gioielli inestimabili vanno tutelati e io non ci sono riuscito».

Alberto commenta ancora anche la malattia della moglie, contestando il sistema sanitario che lo ha lasciato solo, secondo quanto racconta: «Da un anno e più ho fatto il mio umanamente possibile per aiutare Alessia e mi sono trovato davanti ad un sistema che non può intervenire in aiuto perchè la persona che sta male, per una disfunzione chimica, quindi non in grado di capire che sta male, non può essere obbligata a curarsi se non vuole lei: peccato solo che non possa volerlo». E continua: «È semplicemente assurdo arrivare a questi eventi allucinanti per pensare che bisognava intervenire - scrive ancora in Facebook -. Ho ricevuto la letttera del sindaco che mi ha comunicato di essermi vicino e che se ho bisogno, riceverò aiuto: apprezzo il gesto ma non restituirà la vita a nessuno, menchemeno alla piccola, meravigliosa e indifesa Elisa. Potrò solo ricordarla incredibilmente piena di vita e curiosità, pura e allegra: se pur così piccola ha donato allegria e gioia ad ogni persona che l'ha vista. Ancora una volta ciao Eli, sogni d'oro».

Oltre alla sua foto con la bimba in braccio, Calderoli ha postato anche una fotografia della moglie Alessia con la piccola Elisa e due righe ancora di commento: «Non riuscirò mai a perdonarmi per non essere riuscito ad aiutarti ad uscire dalla tua malattia e ritrovare la voglia di vivere - si riferisce ad Alessia -. E non so se potrò perdonarti per esserti portata via la meravigliosa creatura piena di vita che abbiamo creato insieme».

fa.tinaglia

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