Venerdì 28 Marzo 2014

Bergamo, tassa rifiuti scontata

E la Tasi sarà uguale all’Imu

Dopo i mesi del caos normativo, arrivano le prime certezze in fatto di tasse e imposte da pagare. Palazzo Frizzoni ha messo un punto fermo. Mercoledì la Giunta comunale ha dato il via libera alla Tari, la nuova tariffa dei rifiuti che sostituisce la Tares e la prossima settimana dovrebbe approdare sul tavolo di sindaco e assessori la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, che prende il posto della vecchia Imu.

Tari scontata. «Le tariffe verranno per la prima volta ridotte e restituiremo i soldi ai cittadini sotto forma di sconto della Tari», annuncia l’assessore all’Ambiente Massimo Bandera . «Questa è la prova che se la raccolta differenziata viene fatta bene produce degli utili che si possono tradurre in sconti per i cittadini. E a Bergamo ormai abbiamo superato il 60 per cento».

Degli oltre 700 mila euro di risparmi «reali», 553.960 verranno restituiti in bolletta sotto forma di sconto alle 60.000 utenze della città, 40.000 famiglie e il resto negozi, uffici e imprese. «Mediamente lo sconto per le famiglie potrà variare dal 4 al 6 per cento mentre per le attività si aggirerà tra l’1,2 e 1,5», spiega l’assessore al Bilancio Enrico Facoetti.

Quanto si pagherà? Per esempio, la famiglia tipo di quattro persone che ha un appartamento di cento metri quadri e che versava 234 euro con la Tares, ora dovrà pagarne 222. .

La Giunta ha poi approvato un piano da 18 milioni e rotti tra raccolta e smaltimento rifiuti, pulizia delle strade, spazzamento della neve e tutti gli altri servizi offerti da Aprica, la società del gruppo A2A. Gli altri 150 mila circa di risparmi verranno spesi in servizi aggiuntivi: lavaggio notturno delle strade con prodotti specifici per contenere le polveri sottili, cancellazione delle scritte sui muri e una massiccia campagna informativa. Il piano arriverà martedì in commissione, per poi approdare in Consiglio.

Nella prossima Giunta dovrebbe invece approdare il bilancio con la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, che sostituisce l’Imu, anche se tutte e due alla fine vengono calcolate sulla rendita catastale. Il decreto del governo dava ai Comuni la possibilità di aumentare la prima casa dal 2,5 per mille a un massimo del 3,3 e gli altri immobili da 10,6 all’11,4. L’ipotesi già discussa in Giunta, e che dovrebbe tradursi nel bilancio di previsione, prevede di non toccare le seconde case, «già con la tariffa massima del 10,6 e che non vogliamo ulteriormente penalizzare» spiega Facoetti. E la prima casa invece? «L’Imu per l’abitazione principale era al 4 per mille. Ora l’intenzione è di aggiungere all’aliquota base del 2,5 per mille uno 0,7».

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