Mercoledì 15 Gennaio 2014

Criminalità, in un anno 2 mila furti

«Bergamo non è un’isola felice»

Il cartello all'ingresso del Tribunale di Bergamo

Il presidente dei Gip Tino Palestra le ha chiamate «chiacchiere al caminetto». Ma le sue parole, insieme a quelle del presidente del Tribunale di Bergamo, Ezio Siniscalchi, e della presidente della sezione penale Antonella Bertoja, non hanno di certo rassicurato i consiglieri della 1a Commissione consiliare, in una seduta conoscitiva. Tra le parole, dure e severe, del giudice Palestra un filo di amarezza rispetto al mondo della criminalità e all’operatività dei giudici: «Il mondo del crimine è un mondo che ci è totalmente estraneo – sbotta Tino Palestra -. Nessuno sa dove stanno i criminali, come vivono. I numeri dei reati sono impietosi, l’unico aspetto sul quale il giudice potrebbe interrogarsi è la ragionevolezza della sanzione con la quale va a giudicare il colpevole di un fatto criminoso. Il legislatore degli ultimi 10 anni ha spinto verso una recrudescenza, noi siamo gli ultimi della catena. I giudici hanno poco da dire e i problemi si risolvono se la realtà viene affrontata per quella che è, scendendo dalle nuvole, uscendo dalle demagogie e dalle aspettative mal riposte, persino dal punto di vista istituzionale».

La presidente Bertoja snocciola qualche cifra sul 2013: «Aldilà degli arresti in flagranza o dei casi fortunati, c’è difficoltà nello svolgere indagini serie su un numero infinito di reati minori. Se non ci sono elementi seri nella denuncia, questa giace e viene archiviata. Tempo fa c’era una certa “professionalità” nella criminalità ed era più facile fare un’indagine, perché si trovavano dei risultati investigativi di maggior rilievo. Oggi c’è una parcellizzazione dei reati che rende davvero complesso individuare i responsabili. Nel 2013 ci sono state oltre 2.000 denunce per furto e in molti casi non si è trovato il responsabile. Per quanto riguarda i reati di una certa consistenza, la risposta giudiziale è inesistente, non si viene a capo dei delitti a carico di ignoti».

Nel 2013 ci sono stati 80 procedimenti per omicidio colposo, 350 per lesioni personali e 300 per furto, «non pochi tenendo presente che stiamo parlando di processi», continua Bertoja, che aggiunge: «Bergamo non è un’isola felice, non mancano reati sessuali o rapine. Mi rendo conto però che in questo momento di crisi, non è facile individuare un sistema per colpire e individuare i responsabili».

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