Martedì 11 Febbraio 2014

Il disastro del piroscafo Oria

Una stele svelata in Grecia

La messa celebrata a fianco del monumento inaugurato in Grecia, difronte al tratto di mare che inghiottì il Piroscafo Oria e il suo carico umano
(Foto by Giambattista Gherardi)

Un ricordo del passato, che ha affidato alle ali di due colombe un auspicio di pace. Si è tenuta in Grecia, ad una sessantina di chilometri da Atene, l’inaugurazione del monumento dedicato agli oltre 4000 soldati italiani (destinati ai lager in Germania) che perirono nel naufragio del Piroscafo Oria nel 1944.

Il passaparola attraverso internet e Facebook ha riannodato, negli ultimi anni, i fili di una tragedia troppo a lungo dimenticata e si è rivelato indispensabile anche per organizzare le celebrazioni, per le quali dall’Italia sono arrivati parenti delle vittime e rappresentanze dei comuni che hanno dato i natali ai dispersi.

Il nuovo monumento è costituito da una stele di marmo chiaro affiancata da altre due su cui, in italiano e in greco, è ricordato il tragico evento del 12 febbraio 1944. E’ opera dello scultore Thimios Panourgias e oltre che dalla locale municipalità di Saronikos, presieduta dal sindaco Petros Filippoy, è stato sostenuto dall’associazione Chrysi Tomi di Keratea e da Telis Zervoudis, il sub di Atene che riportò a galla una gavetta d’alluminio avviando ricerche che hanno toccato ogni angolo d’Italia.

In Bergamasca i dispersi a oggi rintracciati, anche grazie agli articoli pubblicati da L’Eco di Bergamo, sono una decina, nativi di Rovetta, Seriate, Bagnatica, Spirano, Caravaggio, Ciserano, Fara Olivana e Grone. In quest’ultimo centro viveva Pietro Zappella, rappresentato alla cerimonia in Grecia da una delegazione di cugini guidata da Angiolino Zappella, già sindaco di Grone dal 1988 al 1995. Angiolino ha partecipato alla cerimonia con un tricolore con stampato il nome del proprio congiunto. Grazie al suo interessamento è giunta sul posto anche una delegazione con alcuni ufficiali dell’Esercito Italiano e della Nato, cui si sono affiancati i funzionari dell’Ambasciata d’Italia ad Atene che hanno deposto una corona d’alloro.

A rappresentare idealmente tutti i familiari c’era Michele Ghirardelli, bolognese nipote di un disperso, che attraverso la trasmissione “La Vita in diretta” di Rai Uno ha riportato alla luce la vicenda. La mattinata di domenica ha proposto momenti particolarmente intensi, con un cielo terso nel quale sventolavano le bandiere greca, italiana ed europea. “Per i Greci gli Italiani erano “gli occupanti” – hanno sottolineato diversi familiari presenti alla cerimonia – ma questo non ha impedito loro di dedicare un pensiero concreto alla memoria di quei poveri soldati. Abbiamo ricevuto testimonianze d’affetto davvero commoventi, speriamo che anche in Italia si possa fare di più per queste tragedie dimenticate”.

La messa è stata celebrata da mons. Nikolaos Foscolos, arcivescovo dei cattolici di Atene. Al termine della celebrazione, scoperto il monumento, Telis Zervoudis ha installato una gavetta ai piedi della stele. Sono stati piantati quattro alberi d’ulivo e liberate due colombe in volo. Giovanna Malatesta, rappresentante del comune di Surbo (Lecce) ha consegnato una targa che verrà collocata sul monumento e confermato la prossima edizione di un “instant book” su questo settantesimo anniversario.

Lunedì 10 febbraio, grazie alle inattese favorevoli condizioni del mare, i marinai della zona hanno accompagnato gli ospiti Italiani in mare, nell’area dell’isola di Patroklos dove avvenne il naufragio. Sono stati lanciati in mare fiori e messaggi di saluto, mentre Telis Zervoudis e altri sommozzatori hanno deposto sul fondo del mare una targa commemorativa.

Giambattista Gherardi

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