Mercoledì 23 Aprile 2014

La Mia: «Su Astino tante proposte

Nessuna ha gambe per camminare»

La chiesa del Santo Sepolcro, ad Astino

«Ad oggi sul tavolo della Fondazione Mia ci sono più proposte per Astino, ma nessuna al momento ha le gambe per camminare». Il mandato del presidente Giuseppe Pezzoni è al termine, ma la sfida del recupero del monastero è ancora lì sul tavolo: «E io mi auguro continui ad essere affrontata in un’ottica bipartisan, come è sempre stato» spiega ai microfoni di Bergamo Tv.

C’è l’ipotesi della scuola di specializzazione per giuslavoristi di Marco Biagi, quell’Adapt ora guidata dal bergamasco Michele Tiraboschi, che ultimamente sembra essersi raffreddata. C’è il master di alta cucina ed ospitalità lanciato da Giorgio Gori, candidato del centrosinistra: «Al momento nessuna di queste è sostenibile economicamente: c’è la difficoltà ad avere un quadro complessivo che ci permetta di strutturare l’operazione economico-finanziaria per l’intervento».

Che si annuncia non inferiore ai 12-14 milioni di euro: «Finora alla Mia, oltre ai costi d’acquisizione, sono usciti dal portafoglio oltre 7 milioni di euro per i lavori sostenuti finora». Ovvero il consolidamento strutturale del complesso e il recupero della chiesa del Santo Sepolcro. «Ora le cose vanno a rilento, non siamo più nel 2006-2007 quando è stata pensata l’operazione: diventa difficoltoso gestire i finanziamenti». E soprattutto, «la Fondazione Mia si può impegnare dal momento in cui c’è un’interlocuzione forte e la sottoscrizione di un contratto preliminare, in modo tale che la progettazione possa essere fatta e studiata davvero per l’intervento da realizzare». In sostanza, la destinazione finale è decisiva per strutturare sia gli spazi che il relativo piano economico.

«Adapt è una proposta, la scuola di alta cucina pure: io personalmente avevo sposato la testi del Conservatorio che però mi pare seguirà altre strade» conclude Pezzoni. «Qui ad Astino c’è un contenitore disponibile». E in teoria la Mia potrebbe farcela anche da sola: «Ma non possiamo blindare il bilancio per i prossimi anni». Il che non vuol dire alzare bandiera bianca, proprio no: «Qualcuno rispetto al protocollo iniziale è mancato, e si parla di un milione e mezzo di euro circa. Ma nel frattempo è arrivata la Regione...». Quindi alla fine i conti più o meno quadrano, ma il futuro non può essere solo un’ipotesi: «Ad oggi ci sono tante idee, ma nessuna ha le gambe per camminare».

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