Lovere e Rovetta, i partigiani
«Pronti con sit-in e nuovi esposti»

Una dura condanna arriva da Carlo Salvioni, presidente del Comitato bergamasco antifascista, per quanto potrà accadere il 24 e 25 maggio a Lovere e Rovetta. Contro eventuali manifestazioni neofasciste, previsti un sit-in, contromanifestazioni ed esposti.

Una dura condanna arriva da Carlo Salvioni, presidente del Comitato bergamasco antifascista, per quanto potrà accadere il prossimo 25 maggio a Rovetta, dove si terrà la commemorazione dell’uccisione da parte dei partigiani, avvenuta il 28 aprile 1945, di 43 militi della legione Tagliamento.

Il giorno prima a Lovere si ricorderanno altri due soldati della Tagliamento che furono buttati nel lago l’8 giugno 1945.

Come ogni anno la manifestazione, che è organizzata da gruppi neofascisti ed ex combattenti della Repubblica di Salò, suscita polemiche, ma quest’anno il clima si preannuncia ancora più teso perché si svolge in concomitanza con le elezioni amministrative ed europee.

Proprio per questo il Comitato antifascista e l’Anpi hanno organizzato una conferenza stampa venerdì mattina 16 maggio per sottolineare la loro posizione: «Le manifestazioni di Rovetta e Lovere non sono più una commemorazione per i caduti - ha detto Salvioni -. La pietà per i morti appartiene alla civiltà e noi non abbiamo nulla da obiettare. Ma quello che sta accadendo negli ultimi anni è un’apologia al fascismo che abbiamo documentato più volte con foto e video consegnate già alla prefettura».

L’Anpi provinciale e il Comitato bergamasco antifascista lo scorso febbraio, tra l’altro, avevano già illustrato al prefetto di Bergamo le ragioni per cui dovevano essere impediti i raduni a Lovere e Rovetta: innanzi tutto sono concomitanti con le elezioni amministrative ed europee e quindi in turbativa del divieto di comizi e riunioni di propaganda politica, fissato per legge; inoltre il contenuto di dette iniziative si pone, come accaduto in passato, in violazione della Costituzione, che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista, e delle leggi che considerano reato l’apologia di fascismo e l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

Da febbraio però Parigi e Salvioni non hanno ricevuto alcuna comunicazione: «Ora abbiamo in programma un sit-in davanti alla prefettura nella giornata di lunedì 19 maggio e, in casi di nuovi casi si apologia al fascismo, scatterà un nuovo esposto, oltre a pensare in questi giorni a contromanifestazioni per evidenziare e condannare quanto potrebbe nuovamente accadere a Rovetta».

Contro la manifestazione anche i «Ribelli della Montagna» che hanno già preso posizione e interpellato le autorità competenti, dal ministro dell’Interno al presidente della Repubblica, ai sindaci di Lovere e Rovetta, al prefetto e al questore di Bergamo. «Da parte nostra – hanno dichiarato oltre ad aver partecipato alla conferenza insieme ad altre associazioni – non esiteremo ad utilizzare tutti i mezzi legali necessari per far sentire la nostra voce e la nostra presenza sabato 24 e domenica 25 qualora anche quest’anno venga data l’autorizzazione a tale scempio alla nostra Costituzione e alla memoria della Resistenza. Dietro ai fantomatici “reduci della Tagliamento” si nasconde una marmaglia di neonazisti e neofascisti provenienti da tutta Italia, riuniti per perpetuare il reato di apologia del fascismo».

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