Lunedì 28 Aprile 2014

Messa in ringraziamento a Roma

Beschi legge la lettera per il Papa

Mons Beschi, il card tettamanzi e i pellegrini nella chiesa di San Carlo al Corso

È stata celebrata lunedì mattina a Roma una Messa di ringraziamento per la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII. La chiesa scelta ha un significato preciso: la Messa si è infatti svolta nella chiesa di San Carlo al Corso, in via del Corso: è qui che Papa Giovanni era stato ordinato vescovo. Ed è qui che mons. Beschi ha letto la lettera che ha scritto e consegnato a Papa Francesco.

Tantissimi i pellegrini bergamaschi presenti alla cerimonia, la Messa è stata celebrata dal vescovo di Bergamo Beschi, dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, mons. Coter e il nunzio in Libano Gabriele Caccia. Con loro numerosi sacerdoti e seminaristi.

Momento centrale della cerimonia la lettura da parte di monsignor Beschi della lettera che il vescovo ha scritto a Papa Francesco, espressione di gioia e riconoscenza. «Benediciamo il Signore per il dono della santità di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II - ha scritto il vescovo -. La proclamazione di questo dono davanti alla Chiesa e al mondo alimenta la speranza che scaturisce dal Vangelo e da coloro che lo testimoniano in modo luminoso; nello stesso tempo ci sprona a ricercare, appassionatamente e con intima gioia, di raccogliere la seminagione di Vangelo che avviene attraverso i suoi testimoni e di coltivare quanto è stato seminato nella vita di ciascuno di noi, nella sua specifica vocazione e missione e nella vita di tulle le nostre comunità».

Il vescovo ha sottolineato le parole di Francesco, «parole che vengono dal suo grande cuore: Lei ha fatto brillare ai nostri occhi in modo ancor più luminoso, il grande esempio e la preziosa eredità del Papa, nato, cresciuto, vissuto nella nostra terra e nella nostra Chiesa diocesana che ha tanto amato».

«Caro Papa Francesco, nel messaggio di questi giorni, mentre condivide la nostra gioia, lei ci affida un’eredità che è per tutte le donne e gli uomini del mondo, ma che desidera abbia una particolare accoglienza nel popolo di questa terra». Tre inviti, secondo mons. Beschi: «a custodire la memoria dei terreno nel quale essa è germinata: “un terreno fatto di profonda fede vissuta nel quotidiano, di famiglia povere, ma unite dall’amore del Signore, di comunità capaci di condivisione nella semplicità”»; «ad accogliere il cambiamento e le provocazioni che comporta per chi vuoi essere fedele al Vangelo» e a «continuare a camminare con convinzione lungo la strada tracciata dal Concilio».

«Infine - ha detto mons. Beschi - l’invito a tutta la società bergamasca. a perseguire i valori della fraternità e della solidarietà, che in maniera profonda e forte ne hanno disegnato una fisionomia che possiamo continuamente rigenerare se li poniamo come tratti indiscutibili e impegnativi della nostra convivenza civile».

Leggi la lettera integrale su L’Eco di Bergamo del 29 aprile

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