Fronte Iran, per Trump sconfitta a più livelli
MONDO. Se si tornasse improvvisamente nel mondo antico, oggi la Persia di Serse – come dopo la battaglia delle Termopili (480 a. C.) – canterebbe vittoria sul mondo occidentale.
MONDO. Se si tornasse improvvisamente nel mondo antico, oggi la Persia di Serse – come dopo la battaglia delle Termopili (480 a. C.) – canterebbe vittoria sul mondo occidentale.
MONDO. Rispondendo alle domande dei giornalisti, prima di lasciare Castel Gandolfo martedì scorso, Leone XIV ha risposto così a una domanda sulla missione della «Flotilla»: «Bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti.
MONDO. La dimostrazione lampante che i conflitti contemporanei, tutti, non risolvono i problemi ma ne creano di ancora più grossi.
MONDO. «Trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele».
Scontri e bombardamenti generano incendi e sollevano particelle pericolose che contaminano aria, suolo e acque. A rischio ci sono gli ecosistemi e i sistemi sanitari regionali. Cresce la preoccupazione per la salute di milioni di persone.
L’innovativa strumentazione acquistata grazie alla donazione della Fondazione Ubi. La piccola aveva una scheggia conficcata nei polmoni.
Poche ore dopo le esplosioni che martedì scorso hanno devastato mezza Beirut, Jenan Moussa, libanese, una delle giornaliste più informate della regione, ha scritto su Twitter: «Quanto peso può sopportare un popolo tutto in una volta?». La domanda rende l’idea della gravità dell’accaduto. Il Paese dei cedri è un corpo ricoperto di ferite, non tutte rimarginate. La guerra civile durata 15 anni (197…
L’esplosione di Beirut squarcia la stoltezza di un mondo malato dalla guerra a pezzi, da terrorismi contrapposti, dalla devastazione ambientale, dall’irresponsabilità delle classi dirigenti, dall’onda implacabile dell’economia illiberale. Lo stoccaggio criminale di migliaia di tonnellate di nitrato d’ammonio è l’ennesimo simbolo della tragedia perfetta in cui si è infilato un mondo che non ha più…
Casuale o dolosa, in un deposito di nitrato d’ammonio o in un arsenale di missili, l’esplosione che ha devastato il porto di Beirut e parte importante della città è il simbolo più terribile ed efficace della fine di quello che veniva definito «miracolo libanese». Ovvero, la navigazione relativamente tranquilla, tra i flutti perigliosi del Medio Oriente, di un naviglio piccolo (5,5 milioni di pers…
Nicola Offredi, di Osio Sotto, abita a Beirut da 20 anni: ha aperto un ristorante. Visse il conflitto del 2006. Durante le esplosioni era in ascensore, poi bloccato. «Peggio della guerra: tragedia enorme, dolore incancellabile».
Buonismo è parola che in questi tempi rancorosi ha assunto un significato fortemente negativo. In particolare è usata come un dardo contro chi non ha posizioni preconcette verso l’immigrazione. Eppure il termine ha un significato preciso e circoscritto (secondo il dizionario Treccani è «l’ostentazione di buoni sentimenti, di tolleranza e benevolenza verso gli avversari, o nei riguardi di un avver…
Parlano due combat camera, fotografi al fronte in Afghanistan, Bosnia, Sudan, Kosovo e Libano. «Documentiamo i teatri dei conflitti. La paura ti permette di non sbagliare, ma avvertiamo il sibilo dei proiettili».
Da piccolo giocava con i soldatini, li legava con lo spago ai sacchetti di plastica e li lanciava dal balcone di casa. Ora i lanci li fa davvero perché è un parà della Folgore. E a 24 anni è già in missione, in una terra che scotta.
di Giambattista Gherardi «Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli Italiani». La celeberrima affermazione che Massimo d’Azeglio affidò alle sue memorie, pubblicate postume nel 1867, sembra essere ancora d’attualità.
«Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli Italiani». La celeberrima affermazione che Massimo d’Azeglio affidò alle sue memorie, pubblicate postume nel 1867, sembra essere ancora d’attualità. In vista delle elezioni europee non si intravede una comune strategia tricolore verso Bruxelles.
È stata celebrata lunedì mattina a Roma una Messa di ringraziamento per la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII. Ed è qui che mons. Beschi ha letto la lettera che ha scritto e consegnato a Papa Francesco.