Venerdì 20 Dicembre 2013

Natale all’insegna del risparmio

E nei ristoranti il piatto piange

Shopping natalizio a Oriocenter
(Foto by Maria Zanchi)

Mancano pochi giorni al Natale e nei negozi sta prendendo il via la corsa agli acquisti con luci ed ombre a seconda dei diversi settori. Se nei negozi di oggettistica, abbigliamento e calzature da inizio dicembre il mercato si è un po’ risvegliato e in questi giorni c’è un certo fermento, nei negozi di alimentari la situazione è pressoché stabile, mentre nella ristorazione le prenotazioni sono al minimo, con un’eccezione sulle pizzerie che nel mese di dicembre hanno registrato un andamento positivo.

«In alcuni settori si intravede una leggera ripresa, sicuramente complice la feste imminenti – afferma il presidente di Ascom Paolo Malvestiti -. Se per il settore alimentare il clou delle vendite avverrà a partire da oggi fino alla Vigilia di Natale, per poi riprendere per il Cenone di San Silvestro, negli altri settori dall’inizio di dicembre le vendite sono leggermente aumentate e il clima è abbastanza positivo. Non si è venduto meno dell’anno scorso, anche se non si sono raggiunti livelli eclatanti».

Dai dati raccolti risulta che nel settore dell’abbigliamento e calzature gli acquisti vertono su oggetti di piccolo taglio, come portafogli, sciarpe e guanti, con uno scontrino medio che si attesta, tra capi principali e accessori, attorno ai 70 euro per l’abbigliamento e 40 euro per le calzature.

In tutti gli altri settori c’è un clima di attesa. Nei negozi di fioristi quest’anno non c’è stata una corsa agli addobbi natalizi per allestimento di vetrine, tavole e spazi di rappresentanza delle imprese; mentre si è registrato un piccolo incremento nell’acquisto di materiale per il “fai da te”. Lo scontrino medio per gli acquisti floreali si attesa sui 15 euro.

Una maggior soddisfazione nelle librerie, cartolerie e forniture d’ufficio, in cui si è registrata una crescita nelle vendita di computer, tablet e oggetti tecnologici. Nella regalistica da cartoleria lo scontrino va dai 10 ai 20 euro, in ribasso rispetto allo scorso anno.

Ferme per ora le prenotazioni nei ristoranti; e, come sta accadendo da alcuni anni, ormai la decisione se pranzare a casa o al ristorante durante le feste viene prese all’ultimo momento.

Si spera, nei due giorni feriali precedenti il Natale, in una corsa all’acquisto di genere alimentari, che per ora è ancora sottotono. Si sono mosse le prenotazioni di piatti da cucinare in casa, come capponi, pollame, anatre, tasche ripiene, bolliti. La sensazione da parte dei commercianti è quella di un Natale al risparmio e sobrio.

Bene invece il settore alberghiero. In città per le feste natalizie - dal 23 dicembre al primo gennaio - è previsto un discreto aumento di turisti, circa + 10% sullo scorso anno: il 75% stranieri e 25 % italiani.

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