Venerdì 20 Dicembre 2013

La farina del pane bergamasco

«Ideale per produrre il panettone»

Roberto Capello, presidente di Aspan, estrae dal cilindro il panettone artigianale
(Foto by FotoBerg)

La farina bergamasca è tanto buona da poterci fare il panettone e il modello bergamasco della produzione di pane si è consolidato in una legge regionale approvata da poco che, in materia di produzione e tutela dell’attività di panificazione, valorizza la filiera lombarda.

I risultati sono stati snocciolati giovedì 19 dicembre da Roberto Capello, presidente di Aspan (Associazione panificatori bergamaschi) e ideatore dell’iniziativa avviata in sordina nel 2010. Il progetto di filiera corta orobica sarà dunque esportato nelle undici province della nostra regione. Si è già partiti, questo autunno, con la semina nei campi di Brescia, Cremona e Milano. Le altre province si affiancheranno e, nell’attesa, potranno intanto acquistare il pane bergamasco.

Nel 2013 in terra orobica sono stati coltivati a grano 600 ettari di terreno, 35 le imprese coinvolte, 24 mila i quintali raccolti (nonostante le condizioni climatiche avverse, causa le abbondanti piogge), 18 mila i quintali di farina ottenuta per complessivi 21.900 quintali di pane. Un passo da gigante.

.A proposito del panettone made in Bergamo, new entry del Natale 2013, Capello ha aggiunto: «La bontà della farina ottenuta, con cui si è potuta avviare la produzione di panettoni, è frutto del protocollo disciplinare sottoscritto quest’anno dagli agricoltori che prevedeva meccanismi incentivanti, di 20 euro a tonnellata, una volta raggiunti parametri qualitativi superiori al previsto».

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