Regolare la discarica di Locatelli
Il Tar: nessun rischio ambientale

Le autorizzazioni per l’apertura della discarica nella ex cava di Cappella Cantone (Cremona) sono regolari. Lo ha stabilito il Tar di Brescia, che nei giorni scorsi ha respinto i ricorsi presentati da un’azienda di cerealicoltura confinante. Vittoria «postuma» per Locatelli.

Le autorizzazioni per l’apertura della discarica nella ex cava di Cappella Cantone (Cremona) sono regolari. Lo ha stabilito il Tar di Brescia, che nei giorni scorsi ha respinto i ricorsi presentati da un’azienda di cerealicoltura confinante con l’impianto e da alcuni comuni cremonesi contro la Via (valutazione di impatto ambientale) e l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) firmate dalla Regione.

È una vittoria «postuma» per l’imprenditore di Grumello del Monte Pierluca Locatelli, arrestato il 30 novembre del 2011 per una tangente all’ex vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani versata proprio a riguardo della pratica per il sito di smaltimento di rifiuti contenenti amianto.

Locatelli ha sempre sostenuto di aver pagato soltanto per accelerare l’iter del permesso di apertura rilasciato in modo lecito e non per ottenere autorizzazioni che non gli spettavano. La palla passa ora alla Procura di Milano, convinta invece che l’impresario bergamasco, per avere l’ok alla discarica, abbia «oliato» i politici locali (stando ai magistrati inquirenti, avrebbe elargito favori per più di un milione di euro alla Compagnia delle Opere di Bergamo) perché facessero pressioni ai piani alti del Pirellone, chiamando in causa persino l’allora governatore Formigoni. I magistrati milanesi hanno chiuso l’inchiesta nelle scorse settimane e stanno ora valutando le richieste di rinvio a giudizio.

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