Giovedì 19 Dicembre 2013

Ucciso da un furgone pirata mai trovato

I familiari risarciti dal «Fondo vittime»

Rilievi nella galleria Lovere dopo l’incidente mortale

La sua morte è rimasta senza il nome di un colpevole, e per i familiari al danno della perdita si era aggiunta anche la beffa di dover risarcire i danni subiti da altri due automobilisti coinvolti nell’incidente, fortunatamente per loro senza gravi conseguenze: solo in questi giorni il Tribunale civile di Trieste ha accordato un risarcimento ai parenti di Mauro Contessi, 39 anni, di Sellere, frazione di Sovere.

A pagarlo sarà il Fondo vittime della strada, la cui copertura in Lombardia compete alla compagnia assicuratrice Generali.

L’uomo, carpentiere, aveva perso la vita a bordo della propria Hyundai Coupé la mattina del 9 marzo del 2009, intorno alle 7: mentre stava percorrendo la galleria «Lovere» della statale 42 si era trovato improvvisamente di fronte un furgone bianco che proveniva dalla direzione opposta.

Per evitare l’impatto Contessi aveva sterzato di colpo, finendo però contro il cordolo a lato carreggiata e perdendo il controllo del veicolo: per questo motivo era finito a sua volta contro una Jeep Cherokee e una Fiat Marea. I veicoli in transito si erano fermati subito per prestare i soccorsi del caso, tranne il conducente del furgone che invece si era allontanato a tutta velocità facendo perdere le proprie tracce.

Purtroppo per Mauro Contessi non c’era stato nulla da fare, essendo morto sul colpo, mentre gli altri due automobilisti avevano riportato ferite fortunatamente non gravi. Sul posto erano intervenuti gli agenti della polizia stradale che, raccolte le testimonianze, avevano dato il via alla caccia al furgone pirata: nessuna traccia era stata però trovata. Ben diversa la questione per i familiari di Contessi: dopo il dolore della perdita, a loro era toccato anche il dover risarcire i due automobilisti rimasti coinvolti.

© riproduzione riservata