Venerdì 22 Novembre 2013

Violenze, maltrattamenti, percosse

Già 500 donne hanno chiesto aiuto

Una donna vittima di violenza
(Foto by ANSA/FRANCO SILVI)

Sono già 25 le donne che dall’inizio dell’anno si sono presentate al Pronto soccorso ostetrico-ginecologico dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII perché vittime di violenza sessuale. Un dato destinato ad aumentare ulteriormente da qui alla fine dell’anno e mai registrato prima dall’ospedale bergamasco, che negli anni precedenti ha sempre contato in media 19 casi ogni 12 mesi.

Sono invece 150 quelle che si sono rivolte al Pronto soccorso generale perché vittime di maltrattamenti o percosse, un dato in linea con gli anni passati.

Numeri piccolissimi rispetto ai casi reali se si considera che secondo una ricerca dell’Istat il 93% delle donne non segnala i maltrattamenti. Ancora meno quelle che si rivolgono ad una struttura ospedaliera, per la preoccupazione di non essere accolte con l’attenzione che richiede una situazione del genere, per paura degli aspetti legali e per il timore di essere lasciate sole. In realtà l’Ospedale di Bergamo già da diversi anni offre percorsi specifici di cura e ascolto sia per le donne vittime di violenza sessuale sia per quelle che hanno subito maltrattamenti. Qui le donne vengono prima di tutto rassicurate e aiutate a sentirsi meno sole, grazie a un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, ostetriche, psicologi e assistenti sociali , appositamente formati e capaci di curare, ma anche di accogliere, ascoltare e comprendere le donne.

In totale dal 2008 l’Ospedale di Bergamo ha registrato più di 1.200 casi di violenza e oltre 300 donne sono state inserite nel Percorso Violenza, un protocollo specifico che gli operatori del Pronto Soccorso hanno messo a punto affinché le donne vengano accolte e ascoltate da personale infermieristico femminile appositamente formato.

Il protocollo prevede un approccio di immediata presa in carico, che termina con la consegna alla donna del verbale di Pronto Soccorso, completo dei risultati di tutti gli esami effettuati. Nel corso dell’iter diagnostico-terapeutico gli operatori cercano di indirizzare la donna verso la Questura e cercano di capire se il rientro a casa potrebbe essere problematico, dando alla donna i riferimenti dei vari servizi di accoglienza territoriali ai quali rivolgersi. Il percorso infine non si conclude con la dimissione, perché uno psicologo ricontatterà telefonicamente la donna nei giorni seguenti per fissare un successivo colloquio nei modi e nei tempi a lei più consoni, secondo una tipologia di approccio chiamata ‘ First you’, dando cioè priorità e ampia disponibilità alla paziente.

Per far riflettere i cittadini bergamaschi su questo tema, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne , l’Ospedale di Bergamo organizza dal 25 al 28 novembre in collaborazione con l’ Associazione Aiuto Donna, uno stand informativo che verrà allestito in prossimità della Torre 4 e vicino all’ingresso est. A presidiare lo stand tutte le mattine dalle 10 alle 13 ci saranno le studentesse del Corso di laurea in ostetricia e le volontarie dell’associazione bergamasca che da anni è in prima linea per offrire aiuto alle donne vittime di molestie, maltrattamenti e violenze.

Dall’inizio dell’anno si sono rivolte all’Associazione Aiuto Donna 263 donne vittime di vari tipi di violenza, da quella fisica a quella psicologica, fino a quella economica e allo stalking, problema sempre più diffuso, per cui l’Associazione ha attivato uno sportello dedicato. In caso di necessità è possibile rivolgersi all’Associazione Aiuto Donna da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30 al numero 035.212933 e il sabato e la domenica dalle 9 alle 15 al numero 366.9020232.

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne viene celebrata in tutto il mondo il 25 novembre. Una data scelta in onore delle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana uccise il 25 novembre 1961 per la loro opposizione al regime dittatoriale. Oggi, più di 50 anni dopo, nel mondo una donna ogni tre è vittima di violenza nel corso della sua vita. Considerando che attualmente la popolazione mondiale tocca i 7 miliardi, significa che almeno un miliardo di donne sono costrette a confrontarsi con la violenza o a subirla in prima persona.

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