Ardemagni: «Mi manca il gol
ma dimostrerò il mio valore»

«La voglia che ho di segnare e di dimostrare a tutti quanto valgo è davvero tanta». Con queste parole Matteo Ardemagni sintetizza il momento che sta attraversando: contro Triestina e Modena è mancato il gol, ma si sono visti buoni segnali.

«La voglia che ho di segnare e di dimostrare a tutti quanto valgo è davvero tanta». Con queste parole Matteo Ardemagni sintetizza il momento che sta attraversando: contro Triestina e Modena è mancato il gol, ma si sono visti buoni segnali.

«Sono state due partite fondamentali che mi danno molta fiducia - esordisce il 23enne attaccante -. L'importante è essere utile per la squadra, poi i miei gol arriveranno. Abbiamo conquistato tre vittorie consecutive e questo è quello che conta, non chi segna. Sul rigore contro il Modena il mister ha deciso così: nessun problema, ci saranno altre occasioni».

Dopo la rete realizzata contro il Sassuolo, l'unica fino a questo punto in campionato, il centravanti cresciuto nel settore giovanile del Milan ha passato un periodo poco felice, tra panchina, influenza e qualche mugugno della piazza.

La società, in primis il tecnico Stefano Colantuono, lo ha sempre difeso e caricato: ora però attende la rete liberazione. «Non ho vissuto benissimo questo periodo. Non segnare per tante partite e stare in panchina non è bello. Bisogna stare sempre concentrati e non mollare, lavorare e rimanere sempre come dice Cristiano Doni a testa alta, cercando di dare tutto anche quando si parte dalla panchina. Mi ha fatto piacere l'appoggio della società: ora sta a me ripagarli».

Arrivato in estate dal Cittadella dopo aver realizzato 22 reti nella precedente stagione, Matteo Ardemagni era considerato il bomber in grado di arrivare alla doppia cifra. Fino a questo momento le cose sono girate nel verso sbagliato: normale che il cambio di realtà e un diverso grado di pressione della piazza abbiano pesato sulle prestazioni di un ragazzo del 1987.

«All'inizio ho avvertito la differenza tra due ambienti come quelli del Cittadella e dell'Atalanta. A Padova c'è solo un giornale e una televisione, mentre questa è una realtà da Serie A, con molte aspettative. Quando le cose non sono andate bene ne ho risentito: ora mi sto abituando e vado avanti sempre per cercare di migliorarmi. Mi manca solo il gol, la medicina fondamentale per un attaccante».

«Bisogna fare tanto lavoro sporco e cercare di essere importante per fare segnare i compagni: il gol resta però la cosa più importante per una punta. Non voglio pensarci troppo, ma con l'impegno e soprattutto con la cattiveria giusta arriverà. Posso ancora andare in doppia cifra, perché ci sono ancora tante partite per ripetere quanto di buono ho fatto nella scorsa stagione».

Per 13 volte in campo su 14 partite disputate, con 5 sostituzioni fatte e 4 avute, una sola rete all'attivo, più quella nel turno di Coppa Italia al Foligno in agosto: mettiamoci qualche prestazione opaca, ma difficilmente l'attaccante milanese è stato fortunato e ha avuto palloni giocabili come accadeva nella passata stagione.

«Il ruolo dell'attaccante è particolare perché ci sono le annate in cui ogni palla che tocchi entra e altre in cui succede il contrario. Non devo pensarla così, perché ci si abbatte e mentalmente non si sta bene. Bisogna lavorare senza mai mollare un attimo. Il mister mi ha sempre tranquillizzato, dicendomi che il gol prima o poi arriverà e di lavorare per la squadra».

«Pettinari è un giocatore importante e ho un certo feeling con lui. È un esterno che sa fare il suo gioco, importante come tanti altri giocatori. Sono sicuro che arriverà anche il suo momento».

In vista di Empoli il giovane attaccante dovrebbe essere in campo a fianco di Ciccio Ruopolo, contro un avversario tosto e ancora imbattuto. «L'Empoli è una bella squadra - conclude Ardemagni - organizzata, soprattutto in avanti con un giocatore come Coralli. Dovremo essere l'Atalanta delle ultime due partite: se sarà così non ce ne sarà per nessuno».
Simone Masper

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