Mercoledì 21 Dicembre 2011

Santoni ammette la combine
ma non tira in ballo l'Atalanta

Nicola Santoni, nel suo primo interrogatorio dopo l'arresto, ha ammesso le sue responsabilità, ovvero di aver «combinato» Atalanta-Piacenza 3-0 e di aver corrotto il giocatore Gervasoni perché il Piacenza perdesse, ma ha escluso ogni coinvolgimento nerazzurro.

Tutte dichiarazioni importanti dal punto di vista dell'Atalanta che, secondo quanto avrebbe sottolineato Santoni al gip, risulterebbe estranea ai fatti contestati. Ma naturalmente c'è da vedere quanto queste dichiarazioni siano veritiere. Anche perché quello che Santoni non dice è documentato ampiamente nell'ordinanza.

Santoni ha raccontato di aver scommesso 30 mila euro su Atalanta-Piacenza, di averne vinti 60 mila e di averne consegnati 30 mila il giorno stesso a Parlato il giorno stesso vicino al casello di Parma. E di non sapere nulla del coinvolgimento di Doni e dell'Atalanta.

«I soldi della parcella dell'avvocato? Doni me li aveva offerti, ma non ne ho avuto bisogno perché poi li ho ricevuti da Alessandro Ettori (del gruppo di Cervia, ndr)». È un'altra delle indiscrezioni filtrate alla conclusione dell'interrogatorio a Cremona di Santoni mercoledì 21 dicembre. Da chi venivano allora i soldi per pagare l'avvocato? Santoni avrebbe detto di averli solo ricevuti da Ettori, ma di ignorare chi fosse il «finanziatore».

Santoni ha anche ammesso di aver incontrato il capitano dell'Atalanta Cristiano Doni, suo coindagato nell'inchiesta sulle partite truccate, «fino alla fine di agosto» al bagno «Figli del sole» di Cervia. Santoni era arrivato nel primo pomeriggio in tribunale con un cellulare della polizia penitenziaria per essere sottoposto all'interrogatorio. C'è stata una lunga pausa, poi l'interrogatorio è ripreso, ma si è rapidamente e definitivamente concluso poco dopo le 18.

r.clemente

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