Giovedì 29 Dicembre 2011

Scommesse: niente B diretta
se non c'entrano i due Percassi

Almeno una cosa la possiamo dire: niente retrocessione diretta in serie B. Il Calcioscommesse ci farà ancora male, ma non riuscirà ad ammazzarci. Perché per sbattere contro la responsabilità diretta della società, che nel caso di illecito sportivo (cioè in questo caso) prevede la retrocessione all'ultimo posto nel campionato di competenza, è necessario il coinvolgimento nella vicenda di una delle due persone che in questo momento sono al di sopra di qualsiasi sospetto: Antonio e Luca Percassi, ovvero i due soli dirigenti con potere di firma.

Questo è un punto fondamentale per la lettura del futuro: gravi che siano le colpe delle quali dovrà rispondere l'Atalanta, nessuna ci porterà direttamente alla retrocessione in B. Perché non è credibile che ci sia il coinvolgimento di Antonio o Luca Percassi. Sarebbe la fine del mondo.

È lì il punto fermo che, a tempo debito, proverà a porre la proprietà. Ed è questo che è emerso dal summit tra i Percassi e il pool difensivo (gli avvocati Gian Pietro Bianchi, Luigi Chiappero ed Enzo Morelli, oltre al professor Franco Coppi) tenuto martedì sera. La scelta è chiara, e ieri è trapelata da più parti: l'Atalanta aspetterà di vedere tutti i documenti prima di prendere posizione.

E, da quel che si può capire, massima collaborazione con tribunale e procura della Figc, perché tutti percepiscano che l'Atalanta è parte lesa, non complice. Perché l'ultimo campionato di serie B quella squadra l'avrebbe stravinto da sola, non serviva combinare partite.

Ma sicuramente il procuratore federale Stefano Palazzi punterà su Ascoli-Atalanta (lì può rifare il processo, viste le confessioni di Doni) e Padova-Atalanta, per arrivare a un'ulteriore penalizzazione da infliggere alla società.

m.sanfilippo

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