Domenica 09 Dicembre 2012

Atalanta, Peluso è rinato?
Valeva la pena aspettarlo

Ma tu guarda i ricorsi. Trentottesimo del primo tempo col Parma: Federico Peluso segue l'azione di Moralez dall'altra parte del campo, l'Atalanta vince 1-0 e lui a sinistra ha spazio. Biabiany, l'ala emiliana che Lippi vorrebbe in Cina, lo segue svogliato.

Lui guarda Moralez aspettare il movimento di Denis, vede il bomber argentino dettare il passaggio in area e comincia a muoversi sul palo opposto.

Forse non pensa che la palla gli arriverà lì,  ché in questo avvio di stagione quella sembra essere sempre un po' più in là rispetto a dove è lui. Ha segnato persino in Nazionale, Federico, contro Malta, e poi ha ringraziato l'Atalanta e Colantuono, ma fino a sabato sera erano l'Atalanta e Colantuono a non essere così contenti di lui.

Collezionava cartellini, polemiche, voci di mercato come ciliegie: Peluso di qui, Peluso di là, Peluso che fa? Peluso non c'è più, era il mugugno di mezza Bergamo, col naso arricciato per questo ragazzo che sembrava aver dimenticato lo spunto, la rabbia dell'anno scorso.

Per correre corre, Federico, per carità, ma spesso fuori tempo, improvvisamente stonato, come se solo le gambe girassero, l'anima fosse altrove, distratta, svagata. Come a Cagliari, seconda giornata: Ibarbo lo fulmina, lui lo mette giù in area.

Secondo giallo e rosso per lui, rigore per i sardi e per fortuna c'è la manona di Consigli. Come a Pescara. Entrata da dietro a centrocampo, secondo giallo e rosso, eccessivo forse, ma tant'è. Fuori Peluso, addio sogni di botto, nuovo giro di cattivi pensieri: ma dov'è la testa del ragazzo? Ma che gli piglia, a Federico Peluso?

Poi arriva al Parma e il Parma gli dice bene. L'ultima volta che l'Atalanta ha battuto i ducali, 3-1 nell'ottobre del 2009, Peluso l'ha messa in porta e in A solo col Cesena, l'anno scorso, si è ripetuto. Chissà se ci ha pensato, al precedente, sabato sera, quando Mirante AL 38' del primo tempo ha provato a metterci la mano sul destro fiondato di Denis e la palla è rimbalzata lì, davanti alla linea di porta.

Lì dovrebbe esserci Bonaventura, ma stavolta no, perché Colantuono ha ridisegnato l'Atalanta col 3-4-2-1 e in quei 4 di centrocampo Peluso a sinistra fa l'elastico, un po' ala e un po' terzino. È il suo pane, spingere e affondare, e perciò quando quella palla resta lì e Peluso la piazza con tap-in da attaccante, è come se ombre e voci rotolassero in porta insieme con la palla. 

Peluso rinato? Forse è presto per dirlo, forse a gennaio se ne andrà. Ma comunque e ovunque vada, l'Atalanta che lo stava aspettando adesso può sorridere. Rieccolo, Federico, valeva la pena aspettarlo.

Simone Pesce

r.clemente

© riproduzione riservata