A marzo tre assunzioni su dieci per i giovani. Ma le imprese non li trovano
OCCUPAZIONE. Il bollettino Excelsior fotografa un mercato del lavoro che continua a cercare nuove generazioni: a marzo oltre 129 mila ingressi sono destinati agli under 30. Ma quasi un’assunzione su due resta difficile da realizzare per mancanza di candidati o competenze adeguate.
Dal mercato del lavoro italiano arrivano una notizia buona e una cattiva per i giovani. Partiamo da quella buona: le aziende continuano a cercare giovani, infatti tre assunzioni su dieci in questo mese sono previste per le nuove generazioni. E allora quale può essere quella cattiva? Che le aziende non riescono a trovarli come li vorrebbero, così le occasioni positive sfumano facilmente. Nel mese di marzo 2026 le imprese prevedono di attivare 479 mila contratti, quasi 1,5 milioni nel trimestre marzo-maggio. Tra queste opportunità, quasi tre ingressi su dieci sono destinati a candidati con meno di 30 anni, pari a oltre 129 mila contratti nel solo mese di marzo. È uno dei dati più significativi del nuovo bollettino Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro: una fotografia che conferma quanto il mercato del lavoro italiano abbia bisogno di nuove generazioni, ma allo stesso tempo evidenzia le difficoltà strutturali del sistema produttivo nell’intercettarle.
La domanda di lavoro resta elevata
Le imprese italiane continuano a programmare un volume significativo di assunzioni. Nel dettaglio, il sistema Excelsior stima 479 mila contratti nel mese di marzo, con una leggera flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-13 mila contratti, pari al -2,7%). La maggior parte delle opportunità si concentra nei servizi, che da soli prevedono oltre 317 mila ingressi nel mese, mentre l’industria programma circa 127 mila contratti e il settore primario circa 35 mila. Tra i comparti più dinamici spiccano alloggio, ristorazione e turismo, che crescono rispetto all’anno precedente, insieme ai servizi alla persona. Il segnale complessivo è chiaro: la domanda di lavoro resta robusta, ma si muove in un contesto economico più prudente rispetto all’anno scorso.
I giovani restano una quota decisiva
Dentro questo scenario emerge un dato che riguarda direttamente il rapporto tra imprese e nuove generazioni: il 27% delle assunzioni previste è rivolto esplicitamente a giovani under 30. In valore assoluto significa oltre 129 mila opportunità per i giovani nel solo mese di marzo. Non tutti i settori offrono però le stesse prospettive. Le quote più alte di assunzioni rivolte ai giovani si registrano in ambiti ad alta intensità di competenze e innovazione, come servizi finanziari e assicurativi, informatica e telecomunicazioni, media e comunicazione, in cui oltre il 40% delle entrate programmate riguarda candidati giovani. Un segnale interessante: la domanda di giovani cresce soprattutto nei settori dove la trasformazione digitale è più forte.
Il vero problema resta il mismatch
Il dato più significativo per le imprese resta però un altro. Quasi un’assunzione su due è difficile da realizzare: il 45,3% delle entrate programmate è considerato di difficile reperimento. Le ragioni principali sono due: mancanza di candidati (27,5%) competenze non adeguate (14%). Il fenomeno riguarda in modo particolare i settori tecnici e industriali. Le difficoltà più elevate si registrano nelle costruzioni, nella metallurgia e nel legno-arredo, ma anche per professioni altamente qualificate come tecnici della salute, ingegneri o tecnici dei processi produttivi. È qui che il tema del rapporto tra imprese e giovani torna centrale.
La vera sfida: incontrarsi prima
La fotografia di Excelsior racconta un mercato del lavoro che cerca giovani ma fatica a intercettarli. Un paradosso solo apparente. Da anni molte ricerche segnalano che la distanza tra imprese e nuove generazioni nasce spesso prima dell’ingresso nel mercato del lavoro: nel rapporto con la scuola, nei percorsi di orientamento, nella capacità delle aziende di raccontarsi ai ragazzi. Non è un caso che i sistemi economici più dinamici investano sempre di più in relazioni stabili tra imprese, formazione e giovani talenti. Perché oggi la vera sfida non è soltanto assumere. È farsi trovare dai giovani prima che entrino nel mercato del lavoro. Ed è proprio su questo terreno - quello dell’attrattività delle imprese verso le nuove generazioni - che si gioca una parte decisiva della competitività dei sistemi produttivi.
Per approfondire il tema del rapporto tra AZIENDE e GENERAZIONE Z collegarsi al sito dell’Osservatorio Delta Index e di Skillherz
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