Superate le mille vertenze, il 72% per mancati stipendi

LAVORO. Nel 2025 oltre 5 milioni di euro di risarcimento a 1.664 addetti. La Cgil: la maggioranza delle procedure nel terziario. Aumentano donne e stranieri.

Aumentano le vertenze e i lavoratori coinvolti, ma diminuisce il valore dei risarcimenti. È la primissima considerazione che emerge dai dati diffusi ieri dalla Cisl di Bergamo sull’operato dell’ufficio dedicato. Nel corso del 2025, infatti, gli esperti del sindacato hanno gestito 1.088 vertenze (47 in più rispetto al 2024) e 153 procedure di crisi d’impresa (erano 149). In totale gli assistiti sono stati 1.664, anch’essi in crescita rispetto ai 1.587 del 2024. Il recupero delle somme dovute ai lavoratori, però è sceso dai 5,3 milioni di euro a poco più di 5 milioni di quest’anno; suddivisi, nello specifico, in 2,2 milioni di risarcimenti per contese individuali e 2,8 per fallimenti e procedure concorsuali. Il «recuperato medio per vertenza» si attesta sui 2.053 euro.

Aumentano le vertenze e i lavoratori coinvolti, ma diminuisce il valore dei risarcimenti

Il grosso dell’attività degli sportelli di via Carnovali ha riguardato la mancata erogazione o il pagamento non corretto della retribuzione (72%), mentre quasi l’11% è relativo a pratiche sui licenziamenti. Il 6,5% delle vertenze si è aperto per risarcimento dei danni, comprendendo anche le procedure ex legge Pinto, sull’equa riparazione per i processi lunghi. Il 2%, infine, ha riguardato i contratti irregolari.

Il settore maggiormente coinvolto è ancora una volta quello del terziario, con commercio e turismo che interessano il 33,5% dei casi. Seguono il metalmeccanico (19,5%), l’edilizia con il 15%, mentre sono in leggera crescita i trasporti (13,3%, lo 0,3% in più). La stessa graduatoria si presenta nell’analisi delle crisi d’impresa a cui, però, si aggiunge il settore grafico. Su questo punto Alberto Citerio, responsabile dell’ufficio vertenze provinciale di Cisl, sottolinea: «I settori più esposti al contenzioso sono quelli cosiddetti “poveri”; oggetto di appalto, come le pulizie, la ristorazione, il portierato e la logistica».

I lavoratori più esposti

Per quanto riguarda il genere e la nazionalità dei lavoratori interessati il sindacato rileva come gli uomini siano in maggioranza, visto che maschile è il 60% delle pratiche, anche se il numero delle lavoratrici è in crescita rispetto al 2024 sia in termini percentuali che in termini assoluti: 665 assistite nell’anno appena concluso, contro le 634 dell’annualità precedente, tanto che Citerio rivela: «Le donne sono alla ricerca di quelle tutele che per troppo tempo sono mancate». La nazionalità degli assistiti mantiene quasi invariate le percentuali: gli addetti italiani sono il 67%, in calo da qualche anno, mentre il 33% degli stranieri (erano il 32,7%) proviene soprattutto da Marocco, Romania, Albania e Senegal.

«In un mercato del lavoro segnato da una crescente frammentazione contrattuale e da settori a basso valore aggiunto, le irregolarità colpiscono soprattutto le persone più esposte: donne, stranieri, figure impiegate in contesti dove il sindacato non sempre è presente»

«La presenza di lavoratori stranieri, sempre più numerosi nelle sedi di Bergamo e Treviglio e nei nostri recapiti di zona di Gazzaniga, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Grumello del Monte e Lovere, testimonia la durezza delle condizioni di lavoro in tanti settori strategici della provincia, come la logistica, l’edilizia, il confezionamento, i multiservizi, nei quali spesso le tutele non sono adeguatamente riconosciute» conclude Citerio.

«L’ufficio vertenze – dice Luca Nieri, segretario Cisl Bergamo - è uno dei pilastri più solidi dell’azione sindacale sul territorio. In un mercato del lavoro segnato da una crescente frammentazione contrattuale e da settori a basso valore aggiunto, le irregolarità colpiscono soprattutto le persone più esposte: donne, stranieri, figure impiegate in contesti dove il sindacato non sempre è presente. È proprio in questi scenari che il nostro ufficio dimostra la sua forza con ascolto qualificato ed analisi puntuale».

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