«Terre rare»
e geopolitica

È il «silicio» - da cui non a caso prende nome la Silicon Valley californiana - il simbolo principale della rivoluzione tecnologica che ha irreversibilmente stravolto le nostre abitudini di lavoro e di vita. Si tratta di un metallo semiconduttore la cui presenza è indispensabile nei circuiti integrati e nella componentistica elettronica. Accanto ad esso vi sono elementi chimici meno noti e tuttavia sempre più importanti che si nascondono in ogni nostro dispositivo: smartphone, computer, televisori, automobili, elettrodomestici. Alcuni di questi fanno parte delle cosiddette «terre rare», dalle quali vengono estratti 17 elementi metallici utilizzati dall’industria dell’alta tecnologia per l’industria aerospaziale (scandio), per la realizzazione di schermi a cristalli liquidi (europio), per il laser (ittrio, samario, terbio), per le batterie di ultima generazione (lantanio, promezio) ecc.

«Terre rare»     e geopolitica

A dispetto del loro nome, le «terre rare» sono relativamente abbondanti nella crosta terrestre. Sono state chiamate così perché i minerali in esse contenuti sono combinati con altri elementi dai quali è molto difficile «tirare fuori» i singoli componenti. I complessi procedimenti per la loro estrazione hanno un forte impatto ambientale, perché prevedono grandi quantità di acqua per eseguire filtraggi e l’utilizzo di sostanze chimiche altamente inquinanti e velenose per chi le maneggia.

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