Covo, due uomini uccisi a colpi di pistola fuori dal tempio sikh - Foto e video

IL CASO. Agguato poco prima di mezzanotte durante i preparativi della festa di Vaisakhi: un uomo ha aperto il fuoco all’esterno del Gurdwara e si è dato alla fuga, indagini in corso.

Due uomini di nazionalità indiana sono stati uccisi a colpi di pistola nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 aprile a Covo, nella Bassa bergamasca. La sparatoria è avvenuta poco prima della mezzanotte, intorno alle 23.50, in via Campo Rampino, nella zona industriale del paese, all’esterno di un capannone adibito a luogo di preghiera sikh, il tempio «Gurdwara Mata Sahib Kaur Ji», da anni presente in paese. Nell’agguato hanno perso la vita Rajinder Singh, 48 anni di Covo, tre figli, ex presidente del centro religioso e un connazionale, Gurmit Singh , 48 anni, due figli, che viveva ad Agnadello nel Cremonese.

Secondo una prima ricostruzione, le vittime sarebbero state colpite subito dopo essere uscite dall’edificio, mentre all’esterno erano in corso i preparativi per la festa di Vaisakhi, una delle ricorrenze più sentite dalla comunità in programma oggi.

Sul posto sono intervenute le ambulanze della Padana Emergenze e le automediche, insieme ai carabinieri di Treviglio, ma per i due uomini non c’è stato nulla da fare.

Poi l’agguato improvviso: «È passato vicino a noi, nessuno immaginava cosa avrebbe fatto. È tornato indietro, ha preso la pistola e ha sparato a due persone».

A raccontare quei momenti è un rappresentante della comunità sikh, Singh Govindpa: «Ieri sera eravamo tutti qua per la preparazione della cerimonia. Eravamo fuori, chi nel parcheggio, chi a sistemare il camioncino. Questa persona, un indiano di Antegnate, è arrivata, la conoscevamo, frequentava spesso». Poi l’agguato improvviso: «È passato vicino a noi, nessuno immaginava cosa avrebbe fatto. È tornato indietro, ha preso la pistola e ha sparato a due persone».

I presenti hanno tentato di soccorrere i feriti: «Sono deceduti subito. Quando sono arrivati i soccorsi ci hanno chiesto aiuto per il massaggio cardiaco. Abbiamo provato per diversi minuti, facendo luce con i cellulari perché era buio, ma non c’è stato nulla da fare». I colpi, secondo le testimonianze, sarebbero stati numerosi: «Abbiamo sentito più spari, forse 10 o 12. All’inizio pensavamo fossero petardi».

La fuga dopo la sparatoria

L’uomo, descritto come un frequentatore abituale del tempio, si è dato alla fuga in auto subito dopo la sparatoria insieme ad altre persone a bordo di un furgone. «Veniva tutte le domeniche, ma nessuno sapeva che avrebbe fatto un gesto simile», aggiunge il testimone. Restano da chiarire dinamica e movente: «Non sappiamo il motivo. In passato c’era stata qualche discussione, ma nulla che facesse pensare a una tragedia».

Su disposizione dell’autorità Giudiziaria, le salme dei due indiani sono state trasferite presso l’Istituto di Medicina Legale di Pavia per i successivi esami autoptici. Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo di Bergamo insieme ai Carabinieri di Treviglio e coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, procedono con il massimo riserbo per giungere alla individuazione dei responsabili e chiarire il movente

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