Bergamo, caduta dopo calcio a Suv: morto il 21enne. Un testimone: «Investito da un’altra auto»
CIRCONVALLAZIONE. Samir Fermaca di Torre Boldone sabato 13 giugno era caduto dalla moto guidata dal cugino. Mercoledì 17 il decesso. Un automobilista ha raccontato di aver visto una vettura urtare il giovane a terra e tirare dritto. Disposta l’autopsia.
Lettura 2 min.Non ce l’ha fatta Samir Fermaca, il 21enne di origini albanesi caduto dalla moto guidata dal cugino dopo aver sferrato un calcio a un Suv. Il giovane, che risiedeva a Torre Boldone, è morto ieri pomeriggio all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove era stato ricoverato dopo l’incidente di sabato 13 giugno e dove dalla mattinata di mercoledì 17 era in osservazione per il prelievo di organi.
La dinamica dell’incidente
L’episodio – accaduto sulla circonvallazione Paltriniano, nel tratto compreso tra l’hotel Cristallo Palace e lo svincolo per l’autostrada, e originato da uno screzio per questioni di viabilità – sembrava avere una dinamica chiara. La Honda CB 750 condotta da un 26enne, pure lui di origini albanesi e domiciliato in città, stava procedendo sulla corsia centrale, su cui si è improvvisamente spostato un Suv Audi Q6, guidato da un 57enne di Dalmine. Una manovra che avrebbe indispettito i due cugini. Mentre la moto superava l’auto, Fermaca ha allungato la gamba per colpire lo specchietto della vettura, perdendo l’equilibrio e venendo sbalzato sull’asfalto. Gravissime le lesioni al capo riportate dal 21enne, nonostante indossasse il casco (che è stato sequestrato). Illeso invece il cugino, anche lui caduto dopo aver perso il controllo della Honda.
Questa è la versione fornita dal cugino, dal conducente del Suv e da un altro automobilista che viaggiava dietro all’Audi Q6: sono coincidenti ed escludono collisioni fra i due mezzi, tanto che il pm Emanuele Marchisio non ha disposto il sequestro dell’Audi e della Honda.
La testimonianza
Ma nelle ultime ore è spuntato un testimone con un particolare che è ora al vaglio degli inquirenti. L’uomo, che transitava in quel momento su un’auto, alla polizia locale ha raccontato che, dopo essere finito a terra, Fermaca sarebbe stato, se non investito in pieno, quantomeno urtato da un’altra vettura che poi avrebbe tirato dritto. Il testimone non è stato in grado di specificare modello né colore dell’auto.
Disposta l’autopsia
Il tratto dove è accaduto l’incidente non è coperto da telecamere, dunque non ci sono certezze. Nessuno, tra cugino, conducente del Suv e terzo automobilista, ha mai parlato di investimento o impatto finale con un’altra vettura. Per fugare ogni dubbio gli agenti della polizia locale stanno compiendo accertamenti e la pm Giulia Angeleri, a cui è passato il fascicolo (per ora aperto a carico di ignoti), ha disposto l’autopsia. L’esame, che verrà eseguito la prossima settimana all’ospedale Papa Giovanni, dovrà stabilire se sul corpo di Samir Fermaca ci sono segni compatibili con un urto da parte di un’auto.
A Torre Boldone, in una palazzina al civico 2 di via Cecilia Manna, Samir Fermaca era venuto a vivere cerca un anno fa, insieme a un amico connazionale. Dava poca confidenza, ma i vicini se lo ricordano come un bravo ragazzo. «Non ho mai sentito rumori molesti provenire dal loro appartamento che è al primo piano, proprio attaccato al mio – racconta una donna sudamericana –. Entrambi educati, stavano sulle loro, ma salutavano sempre. Lui lo vedevo andare al lavoro con la bici o con il monopattino. Si vede che non aveva la patente».
L’amico che viveva con Samir in questa palazzina non si vede da sabato. Anche mercoledì 17 giugno il citofono è suonato a vuoto. Stessa situazione in via Broseta a Bergamo dove risulta residente il cugino del 21enne: nessuna risposta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA