(Foto di Bedolis)
I FUNERALI. Gli studenti dell’Imiberg con rose bianche e lumini, anche i volontari dell’Aido per il funerale di Giulio Lovera, il bambino di 9 anni morto dopo essere stato investito in piazzale Risorgimento. Nella chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo a Bergamo in tantissimi vicino alla famiglia. Don Pasini: «Hai compiuto un cammino bellissimo e luminoso».
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La grande chiesa parrocchiale del quartiere di San Paolo Apostolo, a Bergamo, non è riuscita a contenere sabato pomeriggio 16 maggio alle 15 tutte le persone che hanno voluto tributare un ultimo saluto a Giulio Lovera, il bambino di 9 anni morto dopo essere stato investito da un’auto, mercoledì scorso, in piazzale Risorgimento, nel quartiere Loreto. In centinaia - tra cui moltissimi bambini e famiglie - hanno partecipato al funerale stringendosi attorno al dolore della famiglia, residente in via Gaudenzi, unendosi in un grande abbraccio a papà Giovanni, alla mamma Loredana e al fratello Giorgio.
«L’amore trova strade nuove. E ciò che oggi ci sembra soltanto assenza può diventare, col tempo e nella fede, una presenza diversa: più profonda, più feconda, più eterna» ha detto don Pasini nell’omelia.
Gremita la parrocchiale, tante persone anche sul sagrato esterno. Alle 15 la bara bianca è arrivata. Silenzio e commozione tra le persone che hanno voluto partecipare all’ultimo saluto. Uno spazio è stato riservato ai giovani studenti dell’istituto Imiberg, che sono entrati ognuno con una rosa bianca in mano. Tra i presenti anche la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, e diversi rappresentanti dell’Aido visto che la famiglia del bambino ha deciso per la donazione delle cornee. Ha celebrato il vicario parrocchiale don Vincenzo Pasini, amico di famiglia.
«È difficile trovare parole adeguate davanti a un dolore così grande - ha detto nell’omelia don Vincenzo Pasini, vicario parrocchiale a San Paolo e amico della famiglia Lovera -. Eppure la Parola che abbiamo ascoltato oggi (il Vangelo scelto è stato quello della resurrezione del figlio della vedova di Nain, ndr) ci aiuta almeno a stare dentro questo mistero senza fuggirlo. La vicenda del figlio della vedova di Nain assomiglia, in modo drammatico, a ciò che stiamo vivendo: una madre ferita dal lutto, una vita giovane spezzata troppo presto, una comunità che resta senza fiato davanti all’assurdità della morte» ha detto don Pasini.
«Quando il Vangelo è davvero vivo, accade questo: sembra raccontare la storia di altri, ma improvvisamente ci accorgiamo che sta parlando di noi, della nostra vita, del nostro dolore. E allora può diventare una luce, fragile ma preziosa, per comprendere qualcosa anche dentro una prova tanto gravosa. Il contatto e la condivisione non finiscono con la morte. L’amore trova strade nuove. E ciò che oggi ci sembra soltanto assenza può diventare, col tempo e nella fede, una presenza diversa: più profonda, più feconda, più eterna». E poi ancora: «ll nostro Giulio ha compiuto un cammino bellissimo e luminoso». Don Pasini ha portato alla famiglia e alla comunità anche la vicinanza del Vescovo, monsignor Francesco Beschi.
Tra i ricordi il grazie dell’Aido per la donazione delle cornee di Giulio, commosso il messaggio della squadra di sci Time 4.2: Giulio amava andare in montagna e sciare con il suo gruppo sulle piste. Dopo la Comunione, i bambini hanno dedicato a Giulio il canto «Ma non avere paura» che era stato intonato anche all’inizio della Messa celebrata il giorno dopo la tragedia all’Imiberg. «Hai riempito di gioia le nostre giornate» è uno dei messaggi dei bambini, pieno di affetto e speranza. Alla fine della celebrazione i bambini hanno accompagnato fuori dalla chiesa il feretro tenendo in mano dei lumini.
La tragedia è avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio, attorno alle 16.30. Giulio era stato soccorso in codice rosso e trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII, ma è morto poco dopo il ricovero.
In questi giorni la comunità si è stretta attorno alla famiglia: tanti cittadini si sono raccolti in piazzale Risorgimento con fiori, disegni e preghiere, mentre anche la scuola Imiberg, frequentata dal bambino, ha vissuto un momento di silenzio e vicinanza.
Intanto proseguono gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente: la Procura incaricherà un consulente per chiarire quanto accaduto e risulta indagata la donna alla guida della Smart che ha investito il bambino.
La morte di Giulio ha profondamente scosso i quartieri di Loreto e San Paolo, riaccendendo anche il tema della sicurezza stradale in piazzale Risorgimento e nelle vie della zona. Proprio dopo l’incidente, il Comune ha avviato valutazioni su possibili nuovi interventi per proteggere meglio i pedoni e regolare la velocità.
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