Giulio, morto a 9 anni. Il Vescovo: «Preghiamo per lui e per la sua famiglia». Oggi la camera ardente, sabato i funerali

IL DOLORE. Il ricordo di Don Vincenzo Pasini: «Era molto legato al fratello, tra loro c’era un rapporto davvero speciale». Sul banco i fiori e i bigliettini dei compagni di classe. Nel tardo pomeriggio la camera ardente a Brembate Sopra, sabato i funerali a Bergamo.

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«In questo momento provo i vostri sentimenti. E vi invito a vivere questa Messa con attenzione, tutti, dai più piccoli agli adulti. Vi invito a entrare nel vostro cuore. Dio ci ha dato un cuore, ed è lì che stanno le cose importanti: quelle belle e quelle brutte, quelle tristi e quelle gioiose. Ed è lì che stanno i sentimenti più profondi. Con questi sentimenti vogliamo pregare per Giulio, per la sua famiglia, e per il cuore di ciascuno di noi. È lì che vogliamo incontrare Dio».

I compagni di Giulio hanno preparato fiori, felpe e bigliettini da adagiare sul suo banco

È un silenzio intriso di dolore e commozione quello che accompagna le parole del Vescovo Francesco Beschi. Il silenzio dei bambini della scuola Imiberg, dei loro insegnanti e dei tanti genitori che questa mattina, giovedì 14 maggio, si sono riuniti nel cortile dell’istituto per ascoltare le parole di monsignor Beschi. Un gesto, una presenza delicata per testimoniare vicinanza alla famiglia del piccolo Giulio Lovera, morto a 9 anni nel tragico incidente di piazzale Risorgimento a Loreto, e a tutta la comunità scolastica dell’istituto frequentato dal bambino e da suo fratello. Sono stravolti i visi dei docenti, dei genitori e delle direttrici della scuola. Le lacrime bagnano i loro volti. Occhi che nonostante il dolore hanno accolto questa mattina con il sorriso e amorevolezza i tanti alunni per trasmettere un segnale di speranza e di normalità. Un compito difficile, quello di accompagnare gli studenti in un momento di profonda sofferenza, ma di cui tutto il personale dell’Imiberg si sta facendo carico. La mattinata è iniziata con un momento di riflessione da parte del Rettore della scuola, don Matteo Stoduto, rivolto agli alunni delle classi quarte. Quegli stessi alunni, i compagni di Giulio, che hanno preparato fiori, felpe e bigliettini da adagiare sul suo banco. Per dire che Il suo posto rimarrà vuoto, ma non nel cuore di chi lo ha avuto accanto.

«Una famiglia meravigliosa»

«Questo è uno di quei drammi pesanti che spiazzano completamente e fanno toccare con mano quanto la vita sia fragile e precaria». Don Vincenzo Pasini, vicario parrocchiale nella comunità di San Paolo Apostolo a Bergamo, parla con la voce segnata dalla commozione ricordando Giulio Lovera, il bimbo di nove anni morto dopo essere stato investito nel quartiere di Loreto, in piazzale Risorgimento.

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Il sacerdote conosce bene la famiglia, che abita in via Gaudenzi a San Paolo, e nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio, appreso il tragico incidente, si è precipitato in ospedale per affiancarla, condividendo il dolore e lo smarrimento. «Li seguo da anni – racconta don Pasini –. Sono una famiglia meravigliosa. Giovanni, il papà, è originario di Torino. E siamo amici da tanto tempo. A New York aveva conosciuto Loredana, bergamasca di Mozzo. E insieme hanno costruito il loro cammino di coppia e di matrimonio, affrontando prove molto difficili».

«Era molto legato al fratello. Tra loro c’era un rapporto davvero speciale»

La famiglia aveva già attraversato anni segnati dalla sofferenza per i problemi di salute dell’altro figlio, fratello maggiore di Giulio. «Un cammino duro, impegnativo» riflette don Pasini. Nonostante tutto, i genitori hanno sempre affrontato le difficoltà «con forza e dedizione», «divisi tra gli impegni lavorativi e i figli». «Giovanni lavora alla Siad mentre Loredana ha un centro estetico in piazza Risorgimento, a pochi metri dal punto dell’incidente - prosegue il sacerdote -. Hanno sempre avuto tanti pensieri, per loro non era facile partecipare con continuità alla vita della comunità e della parrocchia ed io ero un po’ il collante».

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«Un bambino pieno di energia»

In questo contesto Giulio rappresentava una presenza luminosa nella famiglia. «Era un bambino vivace, esuberante, pieno di energia - racconta don Pasini -. Frequentava la scuola Imiberg ed era molto legato al fratello. Tra loro c’era un rapporto davvero speciale». La sua morte improvvisa è arrivata come «un fulmine a ciel sereno», aggiunge il sacerdote, ancora incredulo davanti a una tragedia così devastante. Esprime parole di cordoglio anche don Giovanni Lombarda, parroco di Loreto, che è stato tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente insieme al curato don Attilio Rossoni «Appena ho saputo, sono accorso e ho chiesto al fratello cosa fosse successo - racconta -. Eravamo abbastanza vicini al semaforo e la dinamica in quei momenti era molto confusa. Il bimbo era già a terra, privo di sensi. Con don Attilio abbiamo pregato perché potesse farcela».

La tragedia a Loreto

È successo tutto attorno alle 16.30. Il bambino, secondo una prima ricostruzione della dinamica da parte della polizia locale, si trovava in auto con il padre Giovanni in piazzale Risorgimento. Incolonnati al semaforo, direzione via Broseta, il padre avrebbe accostato per parcheggiare e far scendere il figlio. Giulio è sceso dall’auto con l’intenzione di raggiungere la madre Loredana Dall’Ora, titolare del negozio «L’Arte Estetica», posizionato sul lato opposto della strada. A quel punto Giulio avrebbe attraversato la carreggiata, all’altezza del supermercato Unes, passando davanti a un camion, anch’esso fermo, quando è stato travolto da una Smart proveniente dalla direzione opposta. Inutile il segnale lanciato dal clacson del camion, il cui conducente si era accorto della presenza del bambino e ha suonato ripetutamente per avvertirlo del possibile pericolo.

In serata il flashmob

In serata, proprio in piazzale Risorgimento si è svolto un flash mob silenzioso per esprimere vicinanza alla famiglia del piccolo Giulio e per riportare l’attenzione sul problema della sicurezza. I bambini hanno disegnato sull’asfalto frasi, fiori e anche delle strisce pedonali nella posizione in cui, secondo loro, avrebbero reso più sicuro l’attraversamento della strada. Il piazzale, infatti, da alcuni anni è stato trasformato in una area verde con parco giochi, ma è comunque rimasta attraversata da una strada che la rende piuttosto pericolosa. Le famiglie chiedono al Comune di intervenire per renderla più sicura.

Camera ardente e funerali

La camera ardente di Giulio è stata allestita a partire da giovedì 14 maggio nel tardo pomeriggio alla Casa del commiato di Brembate Sopra. Sabato i funerali saranno celebrati nella chiesa parrocchiale del quartiere di San Paolo, a Bergamo, alle 15.

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