Il Vescovo interviene sull’aggressione a Trescore: «Spero che il ragazzo comprenda quanto accaduto, ascoltando la testa e il cuore»

L’ANALISI. Le parole di monsignor Francesco Beschi durante la tradizionale visita per Pasqua in Tribunale a Bergamo nella mattinata di giovedì 26 marzo: la vicinanza alla prof aggredita e al mondo della scuola. Il Segretario di Stato Pietro, il Cardinale Pietro Parolin: «Non bastano le norme, puntare su educazione».

«La speranza è che riesca a comprendere quanto accaduto, ascoltando la testa e soprattutto il cuore» sono queste le parole del V escovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, rivolte al giovanissimo autore dell’accoltellamento della professoressa nell’istituto comprensivo Da Vinci a Trescore. Durante il tradizionale scambio di auguri pasquali in Tribunale a Bergamo, nella mattinata di giovedì 26 marzo, monsignor Beschi ha espresso innanzitutto la sua vicinanza alla docente aggredita e finita in ospedale a Bergamo e a tutto il mondo della scuola.

«Esprimo tutta la vicinanza della comunità cristiana, che si sente profondamente toccata dalla sofferenza e dal dolore di questa vicenda - ha dichiarato il Vescovo -. Condividiamo ciò che il mondo della scuola sta vivendo, e particolarmente l’insegnante, circondata non solo da tanto affetto ma anche da tanta comprensione e solidarietà. Da parte nostra, la vicinanza anche a tutti i ragazzi coinvolti. Per questo ragazzo (l’autore del fatto, ndr) in particolare, la speranza è che riesca a comprendere quanto accaduto, ascoltando la testa e soprattutto il cuore. È quello che la comunità cristiana sta facendo con i suoi sacerdoti».

L’intervento del Cardinale Parolin

Per evitare episodi come l’accoltellamento della professoressa di Bergamo da parte di un adolescente, servono non solo le norme ma anche una maggiore attenzione all’educazione. Lo ha ribadito anche il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, a margine di un evento in Vaticano su Alcide De Gasperi nella mattinata di giovedì 26 marzo.

Leggi anche
Leggi anche

Una questione di valori

«Credo che di fronte a questi fenomeni c’è bisogno anche di un intervento normativo che, nella misura possibile, prevenga e impedisca questi episodi» ma «allo stesso tempo bisogna, a mio parere, considerare che è una questione di più ampia portata. C’è una questione di valori: quali sono i valori ai quali si ispirano anche i nostri giovani? Quali sono i valori che noi trasmettiamo ai nostri giovani e che impediscono queste degenerazioni che poi avvengono? Quindi è una questione fondamentalmente di educazione», ha detto Parolin.

«Scuola di dialogo e rispetto»

Il Segretario di Stato ha aggiunto: «Ho visto una trasmissione dove si diceva “la scuola teatro di violenza”, forse era in riferimento proprio a questo episodio. Invece la scuola deve diventare invece un teatro, un luogo dove si impara a vivere insieme, a rispettarsi, e ad essere costruttivi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA