Spaccata da Tiziana Fausti, l’auto della banda rubata a Torino. Pd: Il Viminale agisca. Lega: Verrà in città
IL CASO. Gli agenti della Mobile stanno visionando le telecamere, si pensa a un gruppo specializzato dell’Est Europa. Denunciato il 75enne che ha approfittato della vetrina infranta.
È risultata rubata a Torino la Fiat 500 utilizzata dai ladri per sfondare la vetrina della boutique Tiziana Fausti giovedì (7 maggio) mattina. Partono da qui gli investigatori della squadra Mobile che stanno conducendo le indagini sulla spaccata che ha fruttato alla banda 300mila euro in borse griffate.
Il sospetto di una banda specializzata
Le telecamere hanno ripreso l’intera scena, con i due che alle 5.21 arrivano davanti all’ultima vetrina a sinistra, quella accanto alla tabaccheria sul Sentierone, scendono per prendere le misure a spanne e poi l’autista risale e in retromarcia sfonda la vetrata quanto basta per allargarla poi a braccia. In meno di due minuti la coppia arraffa una cinquantina di borse e scappa in direzione di via Tasso. Giubbotti scuri e jeans, incappucciati, per ora le telecamere hanno permesso di risalire alla targa dell’auto e alla sua provenienza. Ci vorrà tempo per visionare filmati, controllare celle telefoniche, sia qui sia dove l’auto è stata rubata. Il sospetto è che si tratti di una banda specializzata dell’Est Europa che si sposta in tutta Italia per commettere questo genere di furti. Come gli autori della spaccata del 24 gennaio 2025, che furono arrestati una ventina di giorni più tardi a Livorno: sei serbi che dormivano in b&b il tempo necessario per fare i colpi e poi tornavano in patria.
Ruba borsa e sandali, denunciato
Intanto, un primo risultato è già stato ottenuto: gli agenti hanno infatti denunciato il pensionato che alle 5.57, passando in bici, aveva approfittato della vetrina infranta per rubare una borsa e un paio di sandali. Le immagini hanno immortalato molto bene il caschetto che indossava e i poliziotti, vista l’ora, hanno pensato che potesse trattarsi di qualcuno che abitualmente, magari per lavoro, percorre quotidianamente quella strada. Si sono quindi appostati all’alba di venerdì 8 maggio e alla stessa ora, alle 6, hanno visto spuntare sul Sentierone un ciclista con lo stesso caschetto. Lo hanno fermato e portato in questura, dove messo alle strette ha ammesso di essere l’autore del furto.
Si tratta di un pensionato di 75 anni di Villa di Serio, incensurato, che a casa aveva la borsa Aesther Ekme del valore di 775 euro e i sandali di Gianvito Rossi da 890. La refurtiva è stata restituita alla boutique e lui denunciato per furto. Dorme poco, ha riferito, e quindi spesso inforca la bici e si fa un giro in centro a Bergamo. La vetrina infranta deve essere stata una tentazione a cui non ha saputo resistere.
Il fronte politico
Sul fronte politico, invece, dopo la lettera della sindaca al ministro Piantedosi per chiedere un rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, il senatore del Pd Antonio Misiani annuncia un suo intervento: «La preoccupazione dei residenti e dei commercianti non può essere ignorata e impone una risposta da parte del governo – spiega – . Ho deciso di presentare un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno. La sindaca Elena Carnevali ha già scritto al ministro chiedendo il potenziamento degli organici della Polizia di Stato, sollecitando un rafforzamento del presidio in relazione alle trasformazioni e alle attuali caratteristiche della città. Ha ragione. Bergamo è una realtà economica, turistica e demografica di primo piano, con il terzo aeroporto d’Italia ed è al centro di un’area urbana allargata di 400mila abitanti. Chiedo al ministro Piantedosi se e come intenda rafforzare la presenza delle forze di polizia e garantire risorse e strumenti aggiuntivi. Il governo non può limitarsi a prendere atto: deve agire».
«Il Viminale verrà a Bergamo»
La replica arriva dalla Lega: «Sul tema sicurezza a Bergamo – scrivono i parlamentari della Lega Roberto Calderoli, Alberto Di Rubba, Rebecca Frassini e Daisy Pirovano – il governo c’è ed è pronto a fare la propria parte. Dopo anni di tagli alle forze dell’ordine da parte della sinistra, grazie anche al lavoro della Lega al governo è stata invertita la rotta, garantendo nuove assunzioni. Siamo in contatto con il Viminale, che verrà a Bergamo per affrontare direttamente la situazione e rafforzare ulteriormente il coordinamento. Allo stesso tempo, però, anche il Comune deve fare fino in fondo la propria parte, dotando la polizia locale di strumenti adeguati, a partire dal taser. Certi “no” ideologici non aiutano».
«Un’emergenza»
Forza Italia in Comune parla di «emergenza sicurezza a Bergamo». «È tempo di chiamare le cose con il loro nome – scrivono i consiglieri comunali Giulia Ceci e Cesare Di Cintio – . Se fatti di questa gravità avvengono nei luoghi simbolo, nelle aree considerate più controllate, significa che il problema ha raggiunto un livello non più ignorabile. Servono interventi concreti. Abbiamo letto l’appello della sindaca Carnevali al ministro dell’Interno. Evidentemente, dopo due anni la sindaca si è accorta che c’è un problema sicurezza. Bene, meglio tardi che mai. Noi ci rivolgiamo proprio a lei, sindaca: possiamo appellarci a chiunque, Polizia, ministro, persino alla premier, ma se non sarà anzitutto questa amministrazione comunale a mettere l’emergenza sicurezza al primo posto, dubitiamo che il problema verrà risolto in modo strutturale».
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