Spaccata da Tiziana Fausti, bottino da 300 mila euro. Un passante ripreso mentre ruba una borsa

IL COLPO. Con una Fiat 500 hanno forzato la vetrina, sui 300 mila euro il bottino: due malviventi in fuga con più di 50 borse griffate. Un passante ne approfitta per rubarne una.

In meno di due minuti sono riusciti a razziare più di cinquanta borse griffate, per un bottino che, dalle prime stime, s’aggira sui 300mila euro. Spaccata nella boutique di Tiziana Fausti all’alba del 7 maggio.

Le telecamere hanno ricostruito il colpo: l’auto compare poco prima delle 5.20, quando il cuore di Bergamo è ancora deserto. Imbocca il Sentierone da viale Roma e si ferma al di qua del porticato. Tra le colonne c’è lo spazio sufficiente per transitare; i malviventi hanno invece il dubbio sulla larghezza dell’ultima vetrina a sinistra, quella confinante con la tabaccheria. Era una porta-finestra di un locale annesso in un secondo tempo alla boutique e dunque, spiega l’entourage, non è stato possibile applicare la sbarra anti-spaccata di cui sono dotate tutte le altre vetrate. Così, i due - incappucciati, ma non mascherati, vestiti allo stesso modo con giubbotti scuri e jeans – scendono dall’auto per un fugace sopralluogo. Stabilito a suon di avambracci che le misure consentono il passaggio della Fiat 500 (risultata rubata) anche tra gli stipiti della vetrina, l’autista risale e si avvia in retromarcia. Non è lanciato a tutta velocità. Infatti, non è un crash. Con la parte posteriore della vettura viene esercitata pressione sulla vetrata in modo che si crei un varco laterale, che viene poi allargato con la forza delle braccia. È sufficiente ai due per entrare nella boutique. I ladri a questo punto sono velocissimi. Sanno già su che cosa puntare: le borse esposte su uno scaffale e le altre distribuite negli spazi al pian terreno, due delle quali strappate a manichini che verranno ritrovati a terra. Due, tre viaggi a testa e il baule della Fiat 500 è carico più di 50 borse di Prada, Dolce & Gabbana, Valentino, Gucci, Yves Saint Laurent e altri marchi del lusso.

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L’allarme

L’allarme, collegato alla centrale dell’istituto di vigilanza Sorveglianza Italiana, è già entrato in funzione, ma i ladri sono lesti a fuggire verso via Tasso con la loro vettura. In quel momento la vetrata è ancora al suo posto, seppur divelta: crollerà una ventina di minuti più tardi. Il furto verrà però scoperto soltanto dopo le 6, quando gli addetti alle pulizie dell’adiacente bar Nazionale, noteranno il vetro a terra e chiameranno il 112.

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Dalle telecamere un furto nel furto

Con un altro fatto, sempre ripreso dalle telecamere. Alle 5.57 un uomo che stava transitando in bicicletta ha approfittato della vetrina infranta per entrare e rubare una borsa. È stato ripreso dalle telecamere e ora si tenterà di risalire alla sua identità. Al vaglio degli inquirenti c’è pure un video registrato martedì mattina dalle telecamere del negozio in cui si vede un signore distinto che fotografa le vetrine. A queste ultime immagini, gli agenti della squadra mobile, danno comunque poco credito perché è impensabile che una banda criminale abbia ideato un sopralluogo così plateale.

Sul posto anche la polizia scientifica per i rilievi e Claudio Guarnaschelli, responsabile della sicurezza del gruppo Fausti. «Sono senza parole – commenta Tiziana Fausti –. Meglio che non dica ciò che penso. Questa gente viene arrestata e poi rilasciata, così torna a fare queste cose. Difficilmente potremo reperire pezzi dello stesso tipo: le case di produzione stanno infatti già lavorando alla collezione inverno». Patto per il Nord invoca per il Sentierone un presidio notturno delle forze dell’ordine e l’installazione di telecamere di nuova generazione. Il comitato Bergamo Centro denuncia «una situazione sempre più preoccupante», «ma le risposte concrete continuano a mancare».

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