Università di Bergamo, 5mila nuovi iscritti. L’exploit di Economia: +11percento
LA FOTOGRAFIA. Più 4percento rispetto al 2025. Il rettore: piacciono le lauree in ambito data science. Stabile Ingegneria (1.100 matricole) mentre in flessione l’area umanistica.
Lettura 2 min.Bene il trend generale, benissimo Economia, in flessione l’area umanistica. Sfiorano quota 5.000 i nuovi ingressi dell’Università di Bergamo per le lauree triennali e per le magistrali a ciclo unico, tra immatricolazioni perfezionate e preimmatricolazioni. Stando ai dati al 14 ottobre, non definitivi perché le iscrizioni «tardive» sono ancora possibili, l’ateneo orobico segna un +4% di crescita rispetto al 2025.
«Puntiamo a offrire un’adeguata qualità dei servizi, della logistica e delle aule, e questa è la ragione del numero programmato (chiuso, ndr) su alcuni corsi – ricorda il rettore Sergio Cavalieri –. Osserviamo però cifre rilevanti su diverse lauree, in particolare quelle di recente attivazione nell’ambito della data science».
I numeri
L’exploit più significativo è infatti nel settore economico-aziendale (1.250 ingressi, +11%), secondo un mix che conferma l’appeal delle proposte «classiche» e l’attrattività delle novità: Economia aziendale si consolida con 800 iscritti, mentre Economia e Data Analytics incrementa del 20% ed Economia e Tecnologie digitali addirittura del 50%. A proposito di Economia aziendale, il curriculum in Business Administration sta riscuotendo una domanda in costante rialzo: «Tanto che – spiega il rettore – per il prossimo anno abbiamo già fatto un passaggio negli organi accademici per trasformarlo in una laurea triennale autonoma in inglese. Sarebbe la prima triennale in inglese».
A proposito di Economia aziendale, il curriculum in Business Administration sta riscuotendo una domanda in costante rialzo: «Per il prossimo anno abbiamo già fatto un passaggio negli organi accademici per trasformarlo in una laurea triennale autonoma in inglese. Sarebbe la prima triennale in inglese» dice il Rettore
Sono 200 le matricole di Scienze politiche e strategie globali, corso interateneo con l’Università Vita-Salute San Raffaele che da quest’anno è incardinato con sede amministrativa all’UniBg, apprezzato per la visione interdisciplinare.
Si attesta sui livelli dell’anno precedente la scuola di Ingegneria, con circa 1.100 matricole; in linea col recente passato l’area psicologica, pedagogica e motoria, che raccoglie oltre 900 nuovi iscritti. In calo c’è invece il filone umanistico: pur rimanendo sopra i 1.000 nuovi studenti, il saldo è leggermente negativo (un anno fa si viaggiava sopra i 1.100). In fondo, lì si coglie una tendenza analoga a quella dei licei classici: «Nella vulgata, queste sono viste come le professioni maggiormente messe a rischio dalle tecnologie. Secondo me è però una percezione sbagliata – riflette il rettore –. Negli Stati Uniti le lauree in ambito umanistico, linguistico, storico e filosofico sono molto ricercate dalle major dell’intelligenza artificiale, perché quei modelli tecnologici si basano proprio su un approccio linguistico e su metodi epistemologici che richiedono competenza anche di natura umanistica».
L’orientamento
Il 59% delle neomatricole triennali o magistrali a ciclo unico è una ragazza; la componente femminile è in ascesa pure nei percorsi Stem (scientifici, tecnologici, ingegneristici e matematici), dove è salita al 30% con un picco del 61% a Ingegneria delle tecnologie per la salute.
Se l’università è a trazione femminile, il mondo del lavoro è pronto a garantire opportunità eque? «Per questo è importante l’orientamento in uscita – risponde il rettore –, che rafforzeremo anche attraverso il prossimo Career Day alla Fiera. L’Italia sconta il gender gap e la questione salariale, fattori che spingono i nostri laureati all’estero, nonostante l’investimento del sistema Paese nella loro formazione».
Intanto, «stiamo già pensando all’offerta futura. Vogliamo inoltre anticipare l’orientamento in entrata, perché gli studenti delle superiori iniziano a riflettere già all’inizio del quinto anno. L’obiettivo non è solo quello di avere immatricolati, ma di accogliere studenti convinti delle proprie scelte». Per le lauree magistrali biennali le iscrizioni restano invece ancora aperte, con scadenze che si protraggono sino a dicembre.
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