Via dei Caniana a Bergamo, disagi per i parcheggi persi. Il Comune: «I residenti li avranno»

PER I CANTIERI. Gli abitanti e i commercianti protestano per i disagi causati dai lavori ferroviari e la corsia e-Brt. Berlanda: «Bisogna aspettare Rfi, ma 20 stalli torneranno».

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Il traffico che aumenta, i parcheggi che spariscono - a cominciare da quelli per disabili – le multe che fioccano e, per finire, le attività commerciali che si sentono penalizzate. In via dei Caniana c’è scoramento, e pure rabbia. Assediati dai ritardi dei cantieri di Rete ferroviaria italiana per il rifacimento del ponte nella via e di quello di via San Bernardino, e scombussolati dalla trasformazione della strada per l’entrata in funzione dell’e-Brt – tra stalli per la sosta e corsie soppresse per il passaggio dei nuovi bus elettrici – residenti e commercianti hanno ormai il dente avvelenato.

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«La situazione è invivibile»

«L’e-Brt in sé va bene, penso sia un servizio molto comodo. Ma il punto è come lo si coniuga con le esigenze di chi vive nell’area. Il problema qui sono i parcheggi eliminati e su questo non si è pensato abbastanza - dice Rossana Nava, che frequenta la via soprattutto per andare a trovare suo padre -. Io ho il pass per disabili. Non ho mai preso multe in vita mia ma da settembre ne ho prese tre. D’altra parte non ci sono alternative di parcheggio nella zona. La situazione è invivibile. Qui ci vivono anche tanti anziani», sottolinea la donna che, come se non bastasse, rileva l’incremento del traffico (dovuto anche alla concomitanza della chiusura del sottopasso di San Bernardino): «Qualche giorno fa, alle 15.30, ho impiegato 8 minuti per fare da via dei Caniana alla rotonda di Largo Tironi».

«Dove dobbiamo parcheggiare?»

La piaga più grossa, tuttavia, rimane la sosta. Con il tracciamento della corsia riservata all’e-Brt sul lato opposto all’Università e la mancanza di parcheggi, sono in molti i residenti – specialmente chi, appunto, trasporta anziani e disabili – a lasciare l’auto nella carreggiata destinata al nuovo sistema di trasporto pubblico. In divieto di sosta, quindi, e con le sanzioni che spesso arrivano «senza pietà», afferma la signora Nava.

Il paradosso, tuttavia, è che lo stesso e-Brt a causa dei lavori ferroviari rischia di impantanarsi nel traffico

«Dove dobbiamo parcheggiare? Io non ho il garage e non sono nelle condizioni di poter acquistare un box. Per ora arrivo fino in via San Tomaso de’ Calvi e riesco a lasciare la macchina lì, ma mi faccio 900 metri a piedi. È un disastro», osserva Antonio Nikolli, un residente.

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«Anche l’e-Brt subisce il cantiere»

Dei parcheggi, in verità, arriveranno. Ma non prima della fine dell’estate. «I residenti non patiranno alcuna conseguenza – risponde l’assessore alla Mobilità, Marco Berlanda –. I circa 20 parcheggi persi con la presenza della corsia preferenziale dell’e-Brt in ingresso verso la città saranno ricostituiti sul lato opposto della strada, dalla parte dell’Università. Ma bisognerà aspettare la fine del cantiere di Rfi per il nuovo ponte di via dei Caniana verso la fine dell’estate, salvo cambiamenti. Ad essere ridotti saranno i parcheggi a rotazione a pagamento», precisa Berlanda. Il paradosso, tuttavia, è che lo stesso e-Brt a causa dei lavori ferroviari rischia di impantanarsi nel traffico. «Finché il cantiere Rfi non sarà terminato - sottolineano da Atb - l’e-Brt non avrà la corsia riservata se non nell’ultimo tratto di via dei Caniana in direzione Largo Tironi, che viene già percorsa dagli autobus durante le prove di queste settimane. Sino ad allora viaggerà in corsia promiscua, e non sappiamo con precisione quando termineranno i lavori. Anche l’e-Brt subisce l’impatto del cantiere».

I commercianti

A partire la «tempesta» delle nuove opere sono però soprattutto i negozianti. «Ho aperto da due mesi ma tra poco dovrò chiudere. I clienti non possono raggiungermi - afferma Cristian, titolare del Bar Licrì -. Non sapevo di questi lavori, altrimenti non avrei preso il negozio. In più non c’è un aiuto, nemmeno da parte del Comune».

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Il limite più grosso, fanno notare i titolari dell’Opera Prima Café, non è solo «che non si sia pensato a un’isola per il carico-scarico per le attività commerciali», ma più di tutto l’assenza di un occhio di riguardo per le persone con disabilità. La stessa titolare dell’attività possiede un pass. «Nella via ci sono 6 residenti con disabilità, di cui 2 minorenni - insistono i commercianti -. Tutti questi disagi nel parcheggio porteranno a una riduzione del lavoro. Noi siamo a favore dell’e-Brt e del green, ma di un green concepito con cognizione di causa. La cosa peggiore è che la voce degli esercenti in questo progetto non è mai stata contemplata», concludono.

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