Lega, addio a Cene dopo 36 anni
L’ANALISI. Tante conferme, ma almeno una «caduta» di quelle destinate a far rumore. È il quadro che consegna lo spoglio di lunedì 25 maggio nei 14 Comuni bergamaschi andati al voto.
Lettura 3 min.La gran parte dei primi cittadini uscenti che si erano ricandidati ha trovato nelle urne il via libera a un nuovo mandato. Rientrano in questa casistica anche i tre paesi più grandi al voto: si confermano infatti Stefano Vivi a Sorisole, Massimo Morstabilini a Clusone, Massimo Bandera ad Almè.
Il segretario del Carroccio Sala: «Ora serve una riflessione storica e politica»
Ma se alcune sfide elettorali hanno «peso» per i numeri che rappresentano, altre hanno un valore anche simbolico. E così, guardando ai risultati dello spoglio, lo sguardo corre subito a Cene. Dove, per la prima volta dal 1990, non sarà un’amministrazione leghista a guidare il paese. Ad avere la meglio – peraltro con un distacco di rilievo: 61,04% contro 38,96% dei voti – è stata infatti la lista civica «Noi per Cene», guidata da Roberto Radici, contro «Direzione Cene» di Gaia Anselmi, la compagine sostenuta dai lumbard. Che ci fossero delle difficoltà a livello locale nel quadrare la candidatura, dopo le decisione dell’uscente Edilio Moreni di non ripresentarsi, era apparso chiaro nei mesi scorsi: il nome di Anselmi era arrivato praticamente all’ultimo, e anche dopo qualche «cambio di rotta».
Ma, pur inserito in dinamiche locali – molti ricordano anche la scomparsa, nel 2020, dell’allora sindaco Giorgio Valoti, fulcro del Carroccio in zona - il passaggio ha una rilevanza che va ben oltre i confini del paese: il Comune fu il primo in Italia, nel 1990, a eleggere un sindaco leghista e da allora è sempre stato a guida monocolore lumbard.
Il più giovane è Nicola Moioli a Cividate, classe ’95. Siviero a Mezzoldo unica «in rosa»
Così, il risultato si può leggere in parte anche come segnale di un malessere in quella «base storica» della Lega che guarda con una certa distanza le scelte più recenti. «Dopo Pontida due anni fa, perdiamo un altro “feudo” – non si nasconde il segretario provinciale Fabrizio Sala –. Occorre una riflessione dal punto di vista storico e politico».
Il Carroccio (in alleanza con Forza Italia e FdI) può invece festeggiare nella vicina Gazzaniga, altra roccaforte sin dai primi Anni ’90: qui il vicesindaco uscente Angelo Merici porta a casa la vittoria con un plebiscitario 79,97% di voti (da segnalare però qui la bassa affluenza, che di poco supera il 50%).
Centrodestra unito con i simboli e vittorioso anche a Sorisole – dove il sindaco uscente Stefano Vivi non viene scalfito nemmeno dalla concorrenza del «Patto per il Nord» dell’ex primo cittadino Simone Stecchetti – mentre incassa una sconfitta netta a Clusone, dove «non passa» Giuseppe Balduzzi e viene confermato il sindaco uscente Massimo Morstabilini, con la sua lista civica sostenuta anche dal centrosinistra. Ex leghista, ma ora in corsa pienamente da civico, il sindaco di Almè Massimo Bandera, che ottiene oltre il 70% di preferenze, superando sia Michele Olivati di «Almè in progetto», sia Giuseppe Boffelli, candidato con il simbolo di Fratelli d’Italia.
Cividate al Piano, scegliendo Nicola Moioli, elegge anche il più giovane neo sindaco di questa tornata: è nato nel 1995. Vince una sola donna, su 14 Comuni al voto: è Stefania Siviero, a Mezzoldo, confermata, dopo il via libera del quorum già domenica sera, anche in seguito allo spoglio. Lo stesso vale per gli altri due paesi con lista unica, Valleve e Fuipiano Valle Imagna: ufficialmente rieletti Gianfranco Lazzarini e Luigi Elena.
Solto Collina, dopo la «burrasca» del commissariamento dello scorso anno, sceglie di affidarsi nuovamente all’ex sindaco Maurizio Esti, che ha la meglio per distacco su Davide Romeli (58,21% dei voti) e vince per la quarta volta le elezioni nel suo Comune.
Conferma sul filo di lana invece a Borgo di Terzo per il sindaco Stefano Vavassori. Ha infatti ottenuto 242 voti validi, contro i 234 di Mauro Fadini: una differenza di sole otto preferenze. A fronte di vari uscenti confermati, «ribaltone» invece a Colere, dove l’uscente Gabriele Bettineschi si ferma al 31% dei consensi, con un Alex Belingheri che arriva a sfiorare il 69% di preferenze.
Oneta va in continuità con l’amministrazione uscente affidandosi a Federico Valle, assessore con l’ormai ex sindaco Angelo Dallagrassa. La vittoria è netta, con il 76,39%. A Parzanica sarà invece Corrado Danesi a guidare il paese per i prossimi cinque anni.
Tra gli aspetti evidenti di questo mini-turno di elezioni amministrative, che in Bergamasca ha riguardato 14 Comuni, c’è il crollo dell’affluenza. Il trend di calo ormai è consolidato e va ben oltre i confini orobici, ma ugualmente colpisce la flessione registrata rispetto alla precedente tornata: alla chiusura dei seggi, alle 15 di ieri, il dato medio provinciale si è fermato al 58,08%, contro il precedente 67,46%: una diminuzione di quasi 9,4 punti percentuali, che porta la Bergamasca sotto la media nazionale del 60%. La partecipazione cresce solo in alcuni piccoli Comuni (Colere, Parzanica e Valleve), mentre tutti gli altri segnano una flessione, in alcuni casi molto rilevante: Cividate (che si ferma al 60,92%) e Almè (54,54%) scendono di circa 15 punti percentuali rispetto al 2020, Cene (ieri al 55,72%) cala di 13 punti, Borgo di Terzo (52,08%) di 12. I confronti sono resi più difficili dal fatto che nel 2020 si votò in autunno, in pieno Covid, in una tornata che includeva anche il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Ma la tendenza pare evidente anche nei Comuni medio-piccoli, da sempre «baluardo» di partecipazione. Il dato più basso è arrivato da Gazzaniga: 51,86%, mentre il più alto è il 72,57% di Valleve.
I nuovi sindaci hanno ora dieci giorni dalla proclamazione per convocare la prima seduta del Consiglio comunale, che dovrà poi tenersi entro dieci giorni dalla convocazione. Entro la metà di giugno, dunque, le nuove amministrazioni dovrebbero essere insediate, con giuramento dei nuovi primi cittadini e nomina delle Giunte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA