Ciclisti falciati da un autista ubriaco a Treviglio, famiglia distrutta dal dolore
LA TRAGEDIA. È successo alla Geromina giovedì 9 aprile. Flavio Leoni, 34 anni, si è spento a bordo dell’elicottero del 118. Il papà ricoverato sotto choc. Lo zio in ospedale in gravi condizioni. L’automobilista è stato denunciato per omicidio stradale: alcol 5 volte i limiti.
Treviglio
Per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, la polizia locale di Treviglio ha potuto contare sulla testimonianza di un automobilista che, nella mattinata di giovedì 9 aprile, stava percorrendo la provinciale 141 che collega la Geromina con Pontirolo Nuovo. Si è visto sorpassare in un tratto con la riga continua da un’Alfa Romeo Giulia a velocità sostenuta e che poi, affrontando una semicurva verso destra è andata invece diritta, urtando il guardrail alla sua sinistra: rientrando sulla destra, è piombata addosso a tre ciclisti che andavano nella stessa direzione dell’auto, falciandoli in un secondo. Il più giovane di loro, Flavio Leoni, 34 anni, è stato rianimato dal personale del 118, ma è poi morto durante il trasporto con l’elisoccorso verso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: trevigliese, viveva in Francia. La famiglia, distrutta dal dolore, non riesce ancora a parlare, vivendo anche momenti di apprensione per via degli altri due parenti coinvolti nel tragico incidente.
Il papà Mauro, 66 anni, trevigliese da anni residente a Ranica, è sempre rimasto cosciente, ma – sotto choc – è stato trasferito all’ospedale di Bergamo, dov’è ricoverato e dove non ricorda nulla di quanto accaduto per via di un forte trauma cranico
Il padre e lo zio ricoverati
Operato lo zio di Flavio: è in condizioni molto gravi
Suo papà Mauro, 66 anni, trevigliese da anni residente a Ranica, è sempre rimasto cosciente, ma – sotto choc – è stato trasferito in codice giallo con una delle quattro ambulanze intervenute assieme a due automediche allo stesso ospedale di Bergamo, dov’è ricoverato e dove non ricorda nulla di quanto accaduto per via di un forte trauma cranico. Lo zio di Flavio e fratello di Mauro, Amanzio Leoni, 69 anni, di Treviglio, è stato invece trasferito con un secondo elisoccorso del 118 agli Spedali Civili di Brescia in codice rosso: entrato in sala operatoria per essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico durato tutto il giorno, nella serata di giovedì 9 aprile era in condizioni ancora purtroppo molto gravi.
Illeso l’automobilista: tasso alcolemico 5 volte oltre il limite
Non è tuttavia chiaro da dove venisse e come mai già alle dieci di un giovedì mattina fosse al volante così ubriaco nelle campagne a nord di Treviglio.
Illeso, invece, l’automobilista, un quarantottenne che abita a Castel Cerreto, poco distante dal luogo dell’incidente: sottoposto all’alcoltest dalla polizia locale, è risultato avere un tasso cinque volte superiore al limite consentito dal Codice della strada (che è pari a 0,5 grammi per litro). Gli è stata immediatamente ritirata la patente di guida ed è stato denunciato a piede libero per omicidio stradale (non sono emerse esigenze cautelari, in quanto incensurato e non sussistendo il pericolo di fuga, che abbiano spinto il pm a disporne la custodia in carcere).
La polizia locale ha anche chiesto che venisse sottoposto ai test tossicologici per verificare l’eventuale assunzione anche di stupefacenti
Non è tuttavia chiaro da dove venisse e come mai già alle dieci di un giovedì mattina fosse al volante così ubriaco nelle campagne a nord di Treviglio. La polizia locale ha anche chiesto che venisse sottoposto ai test tossicologici per verificare l’eventuale assunzione anche di stupefacenti: è stato infatti accompagnato in ospedale a Treviglio, ma i risultati si avranno, però, tra una quindicina di giorni.
I ciclisti sbalzati nel campo
Dal punto in cui ha investito i tre ciclisti a quello in cui si è fermata nel campo a lato della carreggiata, la sua Alfa Giulia ha percorso una cinquantina di metri, gli stessi che aveva già percorso, poco prima, anche sull’asfalto, tra il sorpasso dell’altra vettura, l’urto contro il guardrail sul lato opposto e il rientro nella propria corsia di marcia. La scena che si è presentata ai soccorritori, chiamati proprio dal testimone, è stata particolarmente drammatica: i tre ciclisti erano a terra nel campo accanto alla carreggiata, a diversi metri dal punto in cui l’auto li ha colpiti alle spalle, scaraventandoli in avanti di svariati metri. Una delle tre biciclette – tutte di modello sportivo: i tre parenti erano infatti abituati a pedalare ed erano tutti dotati di mezzi e allestimento professionale – sull’asfalto, piegata e senza più la ruota posteriore. La seconda nel campo, senza manubrio e sellino e anch’essa con ruote e scheletro piegate.
La terza bici rimasta sotto l’Alfa Romeo
La terza inizialmente non si trovava, tanto che la polizia locale – intervenuta con diverse pattuglie e coordinata sul posto dal vice comandante Giacomo Bocchi – ha inizialmente setacciato anche la roggia che costeggia, sulla sinistra, la provinciale, e la vicina vegetazione.
Solo quando il soccorso stradale Riganti ha sollevato l’auto si è scoperto che la terza bici era rimasta incastrata sotto il pianale.
Solo quando il soccorso stradale Riganti ha sollevato l’auto si è scoperto che la terza bici era rimasta incastrata sotto il pianale dell’Alfa Romeo, venendo trascinata lungo il campo. L’auto – dalla quale il conducente è sceso con le proprie gambe, barcollando per le sue condizioni psicofisiche – presentava sul parabrezza e la carrozzeria i segni del triplice investimento: è sotto sequestro. Tutt’intorno, tra asfalto e terreno, parti di bici, i caschetti che i ciclisti indossavano regolarmente, i loro cellulari, occhiali, zainetti, borracce e anche il navigatore satellitare dov’era indicata la meta della loro pedalata di ieri mattina. Pedalata che si è invece conclusa a pochi chilometri dalla loro partenza in centro a Treviglio e nel peggiore dei modi.
Doveva essere una «sgambata» con i parenti, si è trasformata in tragedia
Una gita in bicicletta con i parenti, una di quelle «sgambate» che amava concedersi qualche volta quando tornava nella Bergamasca. Così si era aperta la mattinata per Flavio Leoni, che risiedeva da tempo all’estero, a Parigi, dove ricopriva il ruolo di «Responsabile comunicazione, formazione professionale e competenze» per il gruppo «Caisse des Dépôts», uno dei principali istituti finanziari pubblici francesi: lavoro che aveva trovato da qualche tempo dopo aver ottenuto una laurea all’Università degli Studi di Bergamo nel 2016.
Il ricordo: a Parigi, ma legato alla Bergamasca
Tornava regolarmente nella Bergamasca, a Ranica, Roncobello e a Treviglio, dove vive parte della sua famiglia.
Il ciclismo era una delle sue passioni: passione che è nel dna dei Leoni, storica famiglia trevigliese che ha gestito per anni un’attività commerciale in centro
Nonostante la distanza, il legame con la terra d’origine era rimasto saldo: tornava regolarmente nella Bergamasca, a Ranica, Roncobello e a Treviglio, dove vive parte della sua famiglia, compresi papà e zio che erano con lui in bici. Chi conosceva Flavio Leoni lo descrive come una persona solare, curiosa, amante della vita e pronta a mettersi in gioco. Il ciclismo era una delle sue passioni: passione che è nel dna dei Leoni, storica famiglia trevigliese che ha gestito per anni un’attività commerciale in centro. Il nonno di Flavio e papà di Amanzio e Mauro, era Mario Leoni, storico fotografo trevigliese scomparso nel marzo di due anni fa e anche un grande appassionato di bicicletta.
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