I ragazzi di Zingonia «educati» in strada: «Se intercettati e coinvolti, rispondono»

IL FENOMENO. In rete i progetti dei Comuni dell’area: proposti compiti assieme, laboratori e anche la pulizia di strade. Gli educatori: «Lavoriamo sulla prevenzione per evitare devianze che portino a casi come la maxi rissa a Bergamo».

La situazione più emblematica la si incontra forse nel parco del centro sociale di Zingonia. «Avviciniamo i ragazzi e cerchiamo di coinvolgerli. La situazione è abbastanza delicata: il 95% è nato in Italia, ma è figlio di immigrati, dunque di seconda generazione», spiega Sara Gritti, coordinatrice del progetto giovani del Comune di Verdellino. «Li avviciniamo e cerchiamo di coinvolgerli in progetti, iniziative, idee. E devo dire che la risposta c’è quasi sempre, soprattutto nella fascia d’età dalle medie ai primi anni delle superiori: una quarantina i ragazzi che partecipano con assiduità. Tra i più grandi, invece, c’è ancora diffidenza». E così proprio qui, nella frontiera di Zingonia, per decenni emblema di poca sicurezza, spaccio e criminalità, si respira l’aria di un progetto che quest’estate si è concretizzato in compiti assieme, giochi, laboratori al parco.

Proprio in questo territorio difficile vivono, secondo le forze dell’ordine, alcuni dei giovanissimi che una settimana fa si sono resi protagonisti della maxi rissa in centro a Bergamo: fenomeno, seguito dalla rissa al Luna park della Celadina, che ha spinto il vicepremier Matteo Salvini a scrivere al nostro giornale annunciando il Daspo per queste bande di giovanissimi, seguito a ruota dal sindaco Giorgio Gori che ha invece chiesto più poteri in tal senso per i primi cittadini.

Eppure qui a Zingonia, rispetto soltanto a cinque o sei anni fa, all’incirca le stesse fasce d’età delle risse del capoluogo sono oggi le più intercettate dai progetti sovraccomunali, tra l’altro di recente destinatari di ulteriori centomila euro ottenuti da un bando regionale e che arriveranno ai Comuni dell’Ambito di Dalmine. «Devo dire che, rispetto a qualche anno fa quando i Comuni erano in maggiori ristrettezze economiche e i primi progetti a essere tagliati dai bilanci erano proprio questi, oggi la situazione è decisamente migliorata – sottolinea Daniele Pinotti, assessore alle Politiche giovanili di Osio Sotto e referente dell’assemblea dei sindaci per il progetto “Youth skills”, realizzato dai 17 Comuni dell’Ambito di Dalmine –: ora, per usare un termine appunto giovanile, è diventato più cool occuparsi delle nuove generazioni e questo è senza dubbio un bene. Certo, intercettare certe fasce d’età non è sempre facile e non si arriva mai a tutti».

Che Zingonia sia la zona più delicata, su questo fronte, lo sa bene anche Carlo Fusari, coordinatore del Progetto adolescenti del Comune di Ciserano e che per la Cooperativa Aeper di Bergamo sovrintende le iniziative a livello provinciale: «Forse l’altra zona così delicata è il capoluogo – sottolinea –: l’obiettivo nostro è quello di proporre ai giovani un tipo di aggregazione sana, sottolineare loro l’importanza delle dinamiche di gruppo, lavorando a livello preventivo per evitare devianze che portano a situazioni come quelle viste appunto a Bergamo. A Ciserano la risposta c’è: una ventina di ragazzi partecipa a corsi e laboratori e il 70% è di famiglia straniera».

«Il lavoro sul territorio viene portato avanti su più fronti – sottolinea il sindaco di Ciserano, Caterina Vitali –: dai progetti per i giovani, che da noi partono dalla scuola media e si svolgono direttamente nelle classi, dove si agganciano i ragazzi per le attività pomeridiane. È poi fondamentale un lavoro di rete con il territorio. Altro aspetto che va sempre più coltivato è quello della sorveglianza da parte dei genitori, con azioni preventive sui genitori stessi quando i bambini sono ancora piccoli. Quando sono già grandi, invece, diventa prezioso il dialogo con le forze dell’ordine e con le polizie locali, per un controllo e una continua presa di coscienza delle conseguenze di certi comportamenti. È comunque un lavoro costante, per non subire ma gestire il fenomeno».

Laura Bonaldi coordina il progetto «Adogiovani» del Comune di Osio Sotto e sovrintende i progetti per i ragazzi dei 6 Comuni dell’area di Zingonia. Quest’estate ha intercettato e coinvolto 45 ragazzi nei parchi e nelle strade: «A un certo punto hanno ripulito via Cavalleri, sporcata dai loro coetanei – spiega –: è stata una bella soddisfazione, in primis per loro. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a una educazione di strada, coltivando i rapporti. Le risposte variano: c’è chi aderisce al progetto e chi preferisce stare tutto il giorno al muretto. Ma anche questi ultimi sanno che qualcuno li cerca».

«Tra pandemia e social, escono di meno»

«I ragazzi di oggi escono di meno, complice anche il periodo della pandemia e i social. Per questo il nostro lavoro di educazione di strada è complesso e consiste nel conoscere i ragazzi. Abbiamo notato che hanno tanto bisogno di parlare. Per questo i tavoli di comunità, che coinvolgono educatori, docenti, allenatori, l’oratorio, sono fondamentali per intercettare le situazioni più delicate». Secondo Laura Bonaldi che coordina i progetti per i giovani dell’area di Zingonia, è «importante coltivare i rapporti, far sapere loro che qualcuno di fidato con cui parlare c’è sempre, nei luoghi da loro frequentati». Le risposte arrivano, come si è visto giusto quest’estate nei paesi dell’area di Zingonia (che non è un Comune: il territorio è suddiviso tra Verdellino, Ciserano, Osio Sotto, Verdello e Boltiere), anche se non sono sempre così scontate. «I ragazzi sono più solitari – prosegue Bonaldi – e fanno fatica ad aggregarsi».

E il rischio che l’incontro diventi una scusa per mettere in atto comportamenti illeciti è purtroppo dietro l’angolo. Per evitare questo, si cerca di riempire gli spazi con idee, progetti, laboratori, insomma iniziative concrete. «Non è difficile pensare che i ragazzi più avanti con l’età e più diffidenti verso le nostre proposte siano proprio quelli che poi si rendono protagonisti di situazioni come quelle viste a Bergamo», rileva Sara Gritti, referente del progetto giovani di Verdellino. «Il problema delle difficoltà nell’intercettare i bisogni e le necessità degli adolescenti è sempre esistito – evidenzia Daniele Pinotti, assessore alle Politiche giovanili di Osio Sotto – e le risposte non sono semplici da trovare. Per questo è fondamentale agire sulla prevenzione».

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