A Gandosso l’addio ad Angelo, alpino dal cuore d’oro

IL LUTTO. Monieri è stato capogruppo per quasi quattro decenni. Il sindaco: «Ha incarnato il motto “donare vuol dire amare”».

Gandosso si è fermato, non per rito ma per riconoscenza. La morte improvvisa di Angelo Monieri, 84 anni, avvenuta il 4 gennaio ha colpito nel profondo una comunità che in lui riconosceva una presenza solida, affidabile, mai esibita. Monieri è stato capogruppo locale degli Alpini dal 1988 fino a oggi, un incarico svolto con continuità e rigore per quasi quattro decenni.

Nel 1990 fu tra i fondatori del nucleo di Protezione civile locale e, all’inizio degli anni Duemila, coordinatore dei gruppi alpini del Basso Sebino. «Angelo Monieri è un’icona della nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Alberto Maffi –. Ha saputo incarnare con spirito di sacrificio, appartenenza e dedizione il motto degli Alpini gandossesi, “donare vuol dire amare”». Il tratto forse più profondo del suo impegno emerge nel ricordo di Antonio Valenti, già direttore dell’Istituto di rieducazione Angelo Custode di Predore, che affida a parole dense e puntuali il rapporto di Monieri con il mondo della disabilità, intrecciato negli anni con numerose realtà del volontariato del territorio.

«Oltre alle tante attività di sostegno – ricorda Valenti – ogni anno, in estate e in autunno, tutte queste realtà erano ospitate al “Pitone” di Gandosso per la “Giornata del sorriso”. Insieme ai loro educatori, i ragazzi trascorrevano una giornata all’insegna dell’amicizia e della serenità. Angelo era sempre in prima fila, aiutato dai suoi Alpini e dai collaboratori». La notizia della morte ha colpito anche per la sua imprevedibilità. Monieri era stato ricoverato a fine anno all’ospedale di Iseo; le condizioni si sono poi aggravate fino al decesso, avvenuto al nosocomio di Chiari. Fino a pochi giorni prima nulla lasciava presagire un epilogo così rapido.

Come ha ricordato il vicepresidente Ana Bergamo, Giampietro Vavassori, «il 13 dicembre Angelo era al concerto della Fanfara di Rogno a Lovere; il 20 aveva partecipato agli auguri e alla Messa alla Casa di Endine e, in serata, a Tavernola; il 26 era salito fino alla chiesa di San Gregorio a Predore. Ha vissuto pienamente la sua vita nello stile alpino più autentico ed è “andato avanti” in silenzio, lasciando un esempio limpido che ora tocca a noi raccogliere».

La salma si trova alla sala del commiato di Villongo, dove si terrà la veglia di preghiera martedì 6 gennaio alle 16.30. Monieri era conosciuto anche a Sarnico, dove per anni ha gestito la salumeria e gastronomia di famiglia, oggi condotta dal figlio. «Resta un’eredità chiara – conclude Maffi – l’idea che il servizio agli altri non sia un gesto straordinario, ma una responsabilità quotidiana. E che svolgerla con discrezione sia, ancora oggi, la forma più alta di appartenenza a una comunità». Monieri lascia la moglie Antonia, i figli Mario, Luisa e Andrea. I funerali saranno celebrati mercoledì alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Gandosso.

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