Dossena, già in 12 mila sul ponte tibetano. Si punta sulla ricettività: rinasce il Mirasole

Turismo. Grandi numeri per camminare «sospesi». «Bene anche i parchi minerario e speleologico». Ora si lavora a ostello e centro benessere nell’ex hotel.

Da «capogiro» non c’è solo la passeggiata, ma pure i numeri di chi ha scelto di percorrerla: sono già circa dodicimila le persone che si sono avventurate lungo il ponte tibetano di Dossena. La struttura è operativa da giugno nei weekend, ma solo da metà luglio ha aperto tutti i giorni. «C’è stata grande affluenza, e le visite proseguono anche ora, seppur con numeri ovviamente non paragonabili ad agosto – conferma il sindaco, Fabio Bonzi –. A chi si è prenotato e ha effettuato il percorso, vanno aggiunti i molti che sono venuti anche solo per curiosità o ad accompagnare. Presenze, queste, non quantificate ma comunque significative».

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Volano per il territorio

Il «Ponte nel Sole», che misura 505 metri (è il più lungo al mondo nella tipologia a pedata discontinua), porta a camminare fino a un’altezza massima di 120 metri dal suolo. E si è rivelato uno straordinario volano per far conoscere il territorio. «I visitatori in questa prima fase sono arrivati prevalentemente dalla provincia di Bergamo, ma non solo: abbiamo visto persone da tutta Italia e anche parecchi stranieri: francesi, svizzeri, tedeschi, pure alcuni cinesi e indiani» aggiunge il sindaco.

Chi arriva sul posto poi in molti casi non si limita a percorrere il tracciato sospeso: «Il ponte è ciò che attira di più, ma vediamo anche un notevole successo del parco minerario e soprattutto di quello speleologico, aperto da agosto e con numeri già molto interessanti. Sono particolarmente contento che funzioni anche questa parte della nostra proposta, che rappresenta la nostra storia e identità».

La ricettività

La presenza di queste attrazioni ha permesso di innescare «un meccanismo sul territorio anche sul tema della ricettività. Sull’offerta di cibo le attività locali hanno dato il massimo – dice il primo cittadino –. Sull’ospitalità invece sappiamo che c’è ancora strada da fare». Oggi infatti il paese può contare soltanto su tre b&b, per un totale di 18 posti letto. Ora però un progetto viene avanti, e va proprio in quella direzione: la rinascita dell’ex albergo Mirasole. Dopo una decina d’anni di chiusura, nel 2017 i giovani della cooperativa «I Raìs» hanno riattivato il primo piano della struttura in stile Liberty, aprendo un bar con paninoteca e pizzeria. Adesso si guarda oltre, grazie a una proposta che ha ottenuto il sostegno della Regione.

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«Stiamo portando avanti un percorso per definire un accordo di programma, nell’ambito del bando Arest (Accordi di rilancio economico sociale e territoriale, una misura promossa dalla Regione e finanziata con 75 milioni di euro complessivi per favore la competitività del territorio, ndr). Entro fine novembre puntiamo ad arrivare a sottoscrivere l’intesa», spiega Bonzi.

Piscina e coworking

Al centro c’è il recupero e riutilizzo dell’ex albergo, sviluppando un «polo multi-offerta che costituisca il punto di riferimento per i turisti». Nelle cinquanta stanze dell’hotel, o almeno in una parte di esse, sarà ricavato un ostello con dormitori condivisi e mini-appartamenti. Per la ristorazione si manterrà il bar attuale, ma «puntando su una proposta più ampia di ristorazione», dice il sindaco. Non solo: si pensa anche a spazi per il coworking e alla possibilità di aprire un piccolo centro benessere. «L’ambizione sarebbe anche di realizzare una piscina: sono tutti elementi su cui stiamo lavorando mentre si procede alla stesura degli allegati del progetto, di concerto con la Regione».

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Che è pronta a sostenere l’iniziativa con un contributo da due milioni di euro, a cui si aggiungeranno risorse del Comune (circa 1,7 milioni di euro, in buona parte ricavati da altri bandi) e di privati. L’immobile verrà acquisito e diventerà di proprietà pubblica. La realizzazione di strutture ricettive sul territorio va nella direzione spesso auspicata in questi anni per far crescere il turismo in Bergamasca: prolungare la permanenza dei visitatori. Con ricadute, ovviamente, anche sull’occupazione a livello locale e dunque nel contrasto allo spopolamento. Tempi dell’operazione? «Entro fine novembre dovremmo arrivare alla firma dell’accordo di programma. A quel punto bisognerà stilare il progetto esecutivo, per poi iniziare i lavori. È previsto che ci sia tempo fino alla fine del 2024 per completare gli interventi».

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