Egiziano trovato morto a lato strada a Taleggio: ferito alla testa, si indaga per omicidio

L’INDAGINE. Hassan Saber Qamar Al-Dawli Ahmed Matrid, incensurato di 43 anni, era ospite del Centro di accoglienza di Sotto il Monte, nel 2023 in quello della Valle. L’allarme lunedì mattina da due escursionisti che hanno visto le coperte in cui era avvolto. Venerdì prevista l’autopsia.

Taleggio

Il corpo era avvolto nelle coperte, su una piazzola di sosta, all’altezza di una curva negli Orridi della Valle Taleggio. Il luogo sicuramente meno idoneo, anche per un senzatetto, dove trascorrere la notte all’addiaccio, con temperature di 10 gradi sotto zero.  Una circostanza che, sicuramente, ha insospettito i carabinieri della Compagnia di Zogno. Ma è soprattutto il trauma cranico importante che ha convinto poi la Procura di Bergamo ad aprire un fascicolo per omicidio

Il cadavere, poi identificato, era quello di un egiziano quarantatreenne, Hassan Saber Qamar Al-Dawli Ahmed Matrid, ospite del Cento di accoglienza straordinaria (Cas) migranti a Sotto il Monte, gestito dalla cooperativa Ruah, rinvenuto ieri mattina da una coppia di escursionisti diretti in valle verso le 8.20, orario in cui è partita la chiamata al 112.  Inizialmente si era pensato a un malore. L’uomo pare fosse avvolto nelle coperte, come in un sacco, disteso sulla piazzola di sosta in località Ponte del Becco, a lato della strada provinciale che da San Giovanni Bianco conduce a Sottochiesa, in territorio di Taleggio.

Le indagini per omicidio

Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di San Giovanni Bianco, quindi un’auto medica. Ma l’egiziano era già morto. Poco dopo, sul posto, anche il maggiore della Compagnia carabinieri di Zogno, Pablo Salari, e gli uomini del Nucleo investigativo dei carabinieri di Bergamo per i rilievi del caso. Rilievi che sono proseguiti per tutta la mattina, con il corpo a terra nascosto dalle auto dei militari dell’Arma, fino all’arrivo anche del Pm, Maria Esposito, che ha poi disposto l’autopsia per venerdì. Sul posto anche il vicesindaco di Taleggio, Pietro Milesi. 

«Il corpo - verrà comunicato successivamente dai carabinieri - evidenzia segni compatibili con un’azione violenta». Un trauma alla testa importante. L’uomo, seppure inizialmente ancora privo di identità, essendo stato trovato senza documenti, pare da subito di nazionalità straniera. Anche per tale motivo i carabinieri raggiungono la comunità di richiedenti asilo a Costa d’Olda per accertarsi che non si tratti di un ospite della stessa. Dalla comunità, però, non risulta mancare nessuno. Sul luogo del ritrovamento sono poi arrivati anche i vigili del fuoco di Zogno per perlustrare il dirupo che dalla piazzola dove si trovava il cadavere, scende fino al torrente Enna. Ma non sarebbe stato trovato nulla di significativo.

Identificato attraverso le impronte digitali

La sua identificazione è quindi avvenuta più tardi, grazie alle impronte digitali: egiziano, di 43 anni, incensurato, residente a Sotto il Monte nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo, era stato ospite, per due mesi nel 2023, anche nella comunità di migranti di Taleggio, quando questa era nell’ex colonia di Sottochiesa. Le coperte nel quale l’uomo è stato trovato avvolto vengono sequestrate: verranno fatti rilievi per cercare tracce del possibile assassino. Il corpo, quindi, viene portato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, per essere sottoposto ad autopsia.

Il mistero dell’autore e del movente

Le indagini, per accertare le cause della morte, coordinate dalla Procura di Bergamo, sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Zogno e dal Nucleo investigativo di Bergamo. Risaliti all’identità dell’uomo e quindi della sua frequentazione passata con la comunità di richiedenti asilo di Taleggio, i carabinieri hanno raggiunto la struttura di accoglienza a Costa d’Olda, gestito dalla cooperativa Versoprobo di Vercelli. Ma nessuno degli ospiti e degli operatori attualmente in servizio avrebbe dichiarato di conoscere l’uomo.  La stessa cooperativa conferma che dal 2023 a oggi, sia ospiti sia operatori sono cambiati. Apparentemente, quindi, il 43enne egiziano, ultimamente ospite del Cas di Sotto il Monte (la cui direzione non ha voluto rilasciare dichiarazioni), non avrebbe avuto più alcuna conoscenza nel Centro accoglienza di Taleggio. Perché, allora, l’eventuale assassino avrebbe abbandonato il corpo dell’uomo proprio negli Orridi della valle? Sarebbe stato lasciato ancora vivo oppure già morto?

Al vaglio anche le telecamere di videosorveglianza

La chiamata ai carabinieri è arrivata verso le 8.20 ma l’uomo è stato lasciato lì quando? Altre persone, dall’operaio che passa verso le 4.30 per salare le strade, ad altri automobilisti che sono transitati la mattina, non avrebbero notato nulla. Ma di notte la zona è buia e potrebbero non aver fatto caso a quelle coperte. Lunedì gli inquirenti hanno prelevato i video dalle telecamere di videosorveglianza di Taleggio e Vedeseta, posizionate a Sottochiesa, Peghera ed Avolasio, comprese quelle sulle strade rurali. Ma se l’assassino è salito da San Giovanni Bianco (dove non vi sono telecamere in uscita) tornando dalla stessa parte sarebbe allora riuscito a sfuggire alla videosorveglianza.

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