«Gerusalemme, laboratorio che ha qualcosa da insegnare»
SABATO A ROMA. Padre Pierbattista Pizzaballa sarà il primo patriarca latino della Città Santa a ricevere la porpora.

SABATO A ROMA. Padre Pierbattista Pizzaballa sarà il primo patriarca latino della Città Santa a ricevere la porpora.
IL COMMENTO. L’aveva promesso e ci è riuscito. Papa Francesco ha detto tutto quello che nessuno vuole sentirsi dire. Così la missione di Marsiglia è diventata la più politicamente scorretta del pontificato perché ha rivoltato in maniera definitiva la percezione micidiale della narrazione tossica globale sui migranti.
CHIESA. Lo sguardo di Francesco dalle steppe della Mongolia si allarga al mondo intero e ai suoi conflitti. Non poteva essere diversamente in questo Paese incastrato tra Cina e Russia, che Bergoglio da tempo vorrebbe entrambi visitare, ma che finora gli sono stati preclusi.
ITALIA. Non era mai accaduto nella storia recente del Patriarcato Latino di Gerusalemme che un Patriarca ricevesse il titolo di cardinale. Così l’annuncio di ieri di Papa Francesco, che assegna il titolo di cardinale a Pierbattista Pizzaballa, è un riconoscimento che va al di là della persona e della sua lunghissima azione pastorale in Terra Santa.
UCRAINA. La missione non finisce. La tappa moscovita dell’inviato speciale di Papa Francesco potrebbe non essere l’ultima e se il card. Matteo Zuppi tornerà a Kiev allora si potrà dire che questa strana diplomazia della navetta sta portando frutti. Zuppi deve tornare a Roma e riferire al Papa.
Il presidente della «Pontificia Accademia per la vita» Monsignor Vincenzo Paglia sarà uno degli ospiti più attesi del «Laboratorio Sanità 20/30 Lombardia - Bergamo», in programma il 14 e il 15 giugno in Fiera a Bergamo. Il suo intervento, previsto per il 14 giugno dalle 14,30 in auditorium, si concentrerà sulla cura degli anziani
ITALIA. C’è una preoccupazione pensosa e densa per le prospettive del Paese nelle parole che il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha pronunciato ieri davanti all’assemblea dei vescovi italiani.
IL COMMENTO. Qualcuno dirà che Papa Francesco ha gettato alle ortiche la sua equidistanza. Qualcuno dirà che finalmente ha scelto di stare dalla parte degli ucraini. Qualcuno dirà anche esattamente l’opposto e dunque via libera ad ogni ridimensionamento possibile del vertice con Zelensky, parole d’ordine sminuire e minimizzare. In realtà il Papa non è mai stato equidistante da nessuno, ma «equiv…
ATTUALITÀ. Forse adesso qualcosa si muoverà. La natalità è entrata nel dibattito pubblico e tutti hanno convenuto che occorrono politiche demografiche più risolute. Ma soprattutto occorre affrontare il problema «senza steccati ideologici e prese di posizioni preconcette».
ITALIA. Li ha voluti lui lì in mondovisione perché fosse chiaro chi soffre più di tutti gli altri. Li ha voluto lui lì in mondovisione ad alzare la voce a nome di tutti i perseguitati, i torturati, le stuprate, gli affogati.
Venerdì Santo. «Voci di pace in un mondo di guerra» è il titolo della Via Crucis in programma questa sera a Roma. Per via del freddo intenso Papa Francesco seguirà la celebrazione da Casa Santa Marta. Ecco i testi delle meditazioni.
Mondo. L’elenco è minuzioso, anzi è impietoso e inchioda la nostra coscienza di indifferenti.
Italia. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato con orgoglio in Parlamento l’aumento delle spese militari. Atteggiamento discutibile, certo, ma i governi precedenti avevano sempre dissimulato, nascosto, balbettato, e mai erano andati davanti alle Camere per appuntarsi sul petto una medaglia preventiva per quelle spese.
«Sibi nomen imposuit Franciscum». Era il 13 marzo, dieci anni fa, una sera piovigginosa, la sera in cui la Chiesa si è affidata ad un Papa nuovo e non solo ad un nuovo Papa.
La tragedia umanitaria. Gli immigrati non li fermi. Gli immigrati li puoi solo salvare. Le migrazioni non le blocchi, le migrazioni le puoi solo gestire. Davanti al naufragio del caicco di legno marcio sulla costa calabrese non si può indugiare sulla soglia della riprovazione e l’indignazione verso i trafficanti di uomini.
Chiesa. Ha confermato che lui non intende gettare la spugna, né rinunciare ad una valutazione del mondo, delle sue politiche e delle sue economie dissennate. Nel terzo viaggio africano, Jorge Mario Bergoglio ha inchiodato tutti davanti alle proprie colpe.
Attualità. Quaranta morti scivolati via nell’indifferenza generale solo dall’inizio dell’anno. Trentadue palestinesi e sette israeliani, più l’ultimo Karam Salman, 18 anni, ucciso da un colono israeliano pochi minuti prima dell’ultimo drammatico appello di Papa Francesco per chiedere di fermare la violenza.
Mondo. Quando Papa Francesco parla dei migranti usa parole pesanti, schiaffi ben assestati per sbaragliare rigidi schemi, smascherare certezze identitarie e fare a pezzi quella tendenza a presentare la realtà come compatta, indiscutibile, senza dubbi. I suoi aggettivi sono tutti frutto di una strategia che con parole fortissime cerca di smuovere qualcosa.
Il commento. Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, il Papa emerito, il primo Papa emerito della storia della Chiesa cattolica, è morto. Si è spento poco a poco, come una candela che si sta consumando, aveva detto giorni fa il suo segretario personale, mons. Georg Gaenswein.
Prima il Covid e poi la guerra. Papa Francesco nel Messaggio per la prossima Giornata mondiale per la pace descrive la tempesta perfetta.
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