Martedì 08 Aprile 2014

Case chiuse, sì al referendum

Regione, la maggioranza si spacca

Via libera del Pirellone al referendum (parzialmente) abrogativo della legge Merlin, che nel 1958 sancì la chiusura delle case chiuse. Ma nella seduta di martedì 8 aprile, la maggioranza di centrodestra si è nuovamente spaccata dopo il voto sul motocross nei boschi: due volte nel giro nel giro di poche ore, con i consiglieri di Ncd che non hanno seguito i colleghi di maggioranza di Forza Italia e Lega. Decisivo dovrebbe così essere stato l’appoggio del Movimento 5 Stelle: il condizionale è d’obbligo in quanto, su richiesta di Umberto Ambrosoli (Patto Civico) il voto è stato segreto.

Il provvedimento ha ottenuto 41 sì, 29 no e un voto di astensione. La risoluzione, presentata dalla maggioranza di centrodestra (tranne Ncd), contiene la proposta di un referendum per abrogare alcuni punti della legge Merlin e per consentire la regolamentazione della prostituzione nelle abitazioni private. Perché il referendum possa essere effettuato, comunque, è comunque necessario il si’ di 5 Consigli regionali.

«L’abrogazione della legge Merlin provocherà l’anarchia totale. Dai lampioni le prostitute si sposteranno ai pianerottoli di casa, senza controlli, senza alcuna regola » commenta Angelo Capelli (Ncd). E risponde alla Lega: «Dovremmo avere l’intelligenza di smetterla di occuparci di queste questioni senza criterio e in un’ottica propagandistica. Questi temi non possono essere affrontati con infantilismo politico e la loro sede competente è il Parlamento, non l’aula regionale. Non si può propagandare ai cittadini che la durissima crisi economica che stanno vivendo sarà risolta con le tasse delle prostitute».

Di altro parere il capogruppo di Forza Italia, Claudio Pedrazzini: «Vogliamo smettere di nascondere la testa sotto la sabbia. Far finta di non vedere è un modo diverso di essere complici. Occorre cambiare qualcosa; e subito. Intervenire sulla legge Merlin significa creare uno spartiacque tra chi può decidere liberamente e chi è costretto a farlo subendo violenza. La regolamentazione permetterebbe anche di far fronte alla questione sanitaria, garantendo maggiori tutele per prostitute e clienti. Inoltre, sarebbe il modo per far emergere finalmente quel flusso gigantesco di denaro che passa di tasca in tasca in nero evadendo sistematicamente il fisco».

© riproduzione riservata