Martedì 11 Febbraio 2014

Ponte abbattuto entro 10 giorni

Ricostruzione, incognita sui tempi

I rallentamenti sul rondò di Monterosso
(Foto by Maria Zanchi)

Il ponte della rotatoria Goisis di Monterosso verrà demolito nei prossimi giorni e tra una decina di giorni la circonvallazione verrà riaperta, per la gioia degli automobilisti che in questi giorni hanno visto allungarsi i tempi di normale percorrenza. Soprattutto per chi, proveniente da Valtesse e dalla Valle Brembana, si è trovato costretto a percorrere la bretellina di immissione a viale Giulio Cesare.

La decisione di demolire la struttura (danneggiata lo scorso venerdì dal braccio di una ruspa trasportata su un camion che percorreva la carreggiata in direzione Valtesse) è stata presa dal Comune dopo il sopralluogo di ieri, alla presenza dei tecnici. Caso vuole che ad aver danneggiato la struttura sia il mezzo di un’azienda di demolizioni. Non si sa ancora se sarà la stessa azienda ad eseguire i lavori, «ma potrà servire», ha detto Alessio Saltarelli, assessore ai Lavori Pubblici di Palafrizzoni.

L’opera, del costo compreso tra i 500 e i 600 mila euro (dalle primissime stime), sarà completamente a carico dell’azienda che ha provocato il danno.

«Niente alternative»

«Abbiamo fatto il punto della situazione con tutti i tecnici e la polizia locale – spiega l’assessore Saltarelli –. Abbiamo identificato chi ha fatto il danno, neanche a farlo apposta è un’impresa di demolizioni, questo potrà servire. I tre ingegneri strutturisti hanno detto che non ci sono alternative, bisogna demolire e ricostruire, la struttura non si può sanare neanche con la tecnica del carbonio, perché i trefoli, cioè l’acciaio intrecciato, è stato strappato, è come se fosse stato sfilato dalle travi che non reggono più alle sollecitazioni e che hanno perso le proprietà fisico meccaniche che dovrebbero avere, dalla compressione alla trazione. Di conseguenza bisogna fare questo passo».

15 mila volt nelle travi

L’esecuzione dei lavori, che inizieranno nei prossimi giorni, sarà composta da varie fasi: «Nel sopralluogo c’era anche Enel, perché all’interno delle travi c’è la media tensione, vuol dire 15mila volt, non ci si può improvvisare, perché il rischio è che si fulmini qualcuno – sottolinea Saltarelli –. Bisogna prima toglierlo, ma per farlo si deve trovare un’alternativa, perché quel cavo alimenta tutto il quartiere di Monterosso. In più c’è il cavo che alimenta la pubblica illuminazione, gestita da A2A. Tutti si stanno già attivando, perché prima dobbiamo mettere in sicurezza non solo la parte sopra la circonvallazione, ma creare le condizioni di sicurezza per chi andrà a lavorare. Fatto questo interverrà chi deve demolire, mettendo in salvaguardia la parte sotto per non rovinare l’asfalto. Una volta sgomberato il materiale riapriremo la circonvallazione».

La ricostruzione

Sulla ricostruzione del ponte, i tempi non sono certi. Il primo passo è l’ordinazione del materiale necessario, simile a quello utilizzato per l’intervento sotto piazzale Oberdan. «Mentre si fanno i lavori verranno ordinate 31 nuove travi di cemento armato precompresso, fatte su misura – spiega Saltarelli –. Quando saranno pronte e mature andremo a ricostruire. Con i tempi andremo più in là, vedremo se riusciamo a tenere la circonvallazione aperta lavorando di notte, o se invece dovremo chiudere per qualche giorno».

Traffico per altri 10 giorni

La situazione del traffico resterà critica ancora per una decina di giorni. Per alleggerirla, il Comune ha previsto una modifica viabilistica sua via Legrenzi, consentendo la svolta in entrambi i sensi sia dal lato di viale Giulio Cesare che da via Corridoni. Un aiutino al traffico che ieri mattina, nell’orario di punta (tra le 7,30 e le 9) pur avendo retto, ha visto delle lunghe code da Valtesse. Sulle altre direttrici i rallentamenti ci sono stati (su una strada già di per sé battuta), ma nessun caso di particolare criticità è stato rilevato dagli uomini della polizia locale, che sono stati a monitorare i flussi per tutta la mattina.

Ma tra le persone ferme in coda, molte lamentele: «Ci sto impiegando molto più del solito» sbotta un lavoratore, sul suo camioncino. «Da Petosino ci ho messo un’ora» grida un ragazzo innervosito, senza nemmeno abbassare il finestrino. Purtroppo per i lavoratori che ogni mattina sono costretti a percorrere questo tratto di strada non resta che mantenere i nervi saldi. Almeno per altri dodici giorni. Se tutto andrà come da cronoprogramma.

Diana Noris

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