Strage di Pioltello: in Aula si rivivono gli attimi prima del deragliamento

La testimonianza Il macchinista, attualmente in pensione, ha ricostruito in maniera dettagliata quei tragici attimi prima del deragliamento.

«Frena! Frena!»: ha ancora nelle orecchie la telefonata del capotreno Renato Signorini, 60 anni, macchinista del treno Cremona-Treviglio-Milano che il 25 gennaio 2018 deragliò a poca distanza dalla stazione di Pioltello, causando feriti e tre vittime, tra cui due donne bergamasche . Signorini è stato sentito nella giornata di martedì 8 marzo come testimone della Procura nel processo che vede imputati oltre a Rfi anche altri funzionari dell’azienda. L’uomo, attualmente in pensione, ha ricostruito in maniera dettagliata quei tragici attimi prima del deragliamento.

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La telefonata

La sua deposizione è durata circa tre ore. Signorini ha raccontato di aver sentito un «tum» e poi, mentre passava dalla stazione di Pioltello, di aver avvertito come un movimento a fisarmonica, seguito da una decelerazione del treno, «come se qualcuno avesse tirato il freno di emergenza». Un fatto insolito, insomma, ma non eccessivamente allarmante . Nel frattempo arrivava la telefonata del capotreno, che si trovava sui vagoni, che urlava: «Frena! Frena!». Ma ormai era troppo tardi.

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Senza nemmeno rendersene conto, Signorini si è trovato testimone dell’inferno che si stava consumando alle sue spalle. Secondo Signorini, se il treno non avesse dovuto affrontare lo scambio dopo la stazione di Pioltello, sarebbe arrivato a Lambrate senza deragliare.

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