Fase 2, la distanza Parola d’ordine

Fase 2, la distanza
Parola d’ordine

Nella prima fase dell’emergenza coronavirus, la parola d’ordine per i cittadini spaesati e terrorizzati dall’epidemia in circolazione ovunque, era «state a casa». Un monito delle istituzioni, un invito che compariva sui social e su cartelli colorati opera di persone in vena di una sorta di educazione civica. Il bilancio si ...

Fase 2, la distanza
Parola d’ordine

Nella prima fase dell’emergenza coronavirus, la parola d’ordine per i cittadini spaesati e terrorizzati dall’epidemia in circolazione ovunque, era «state a casa». Un monito delle istituzioni, un invito che compariva sui social e su cartelli colorati opera di persone in vena di una sorta di educazione civica. Il bilancio si può dire positivo: i bergamaschi nella quasi totalità hanno rispettato l’ordine. Vuoi perché impauriti dal conteggio dei morti e dei contagiati in drammatica crescita quotidiana, vuoi per senso del dovere, le strade sono rimaste pressoché vuote di passanti e di auto, rispetto alle presenze dei tempi ordinari. Lo dicono anche i numeri dei controlli delle forze dell’ordine: venerdì scorso, primo maggio, era una giornata di festa che si prestava agli sgarri.