Turchia, incognita sulla Nato più grande

La Turchia si mette di mezzo sulla strada per l’adesione di Finlandia e Svezia all’Alleanza atlantica. Secondo Ankara tale allargamento «è un errore» uguale a quello compiuto in passato con la Grecia. Il grattacapo non è da poco, poiché serve l’unanimità di tutti i membri per associare nuovi Paesi alla Nato. Il presidente Erdogan sta tentando di avere una posizione equidistante tra Russia e Ucraina, ponendosi anche come mediatore tra i due contendenti slavi.

Turchia, incognita sulla Nato più grande
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan
(Foto di ansa)

Questo non gli ha, però, impedito finora di non riconoscere l’annessione da parte del Cremlino della Crimea, abitata dai tatari - una forte minoranza turcofona –, e di vendere a Kiev gli straordinariamente efficaci droni Bayraktar, elementi fondamentali della difesa aerea ucraina anti-tank. Con i russi i turchi hanno una collaborazione attiva in Siria, dove insieme sono riusciti temporaneamente a pacificare la situazione nel Nord del Paese arabo, anche se sono venuti a contatto su fronti opposti in Libia, evitando tuttavia uno scontro sanguinoso diretto. Dopo gli screzi recenti con Washington per la questione dell’acquisto dei sistemi russi di difesa anti-aerea S-400, Ankara probabilmente tenterà di ottenere dagli alleati qualcosa in cambio per rivedere la propria posizione. Non sembra, al momento, che tale scelta di chiusura verso nuove adesioni possa essere stata concordata con il Cremlino.

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