Cronaca / Bergamo Città
Domenica 15 Febbraio 2026
Bolidi rubati, due condanne. Tra le vittime Cristiano Doni
IN TRIBUNALE. In abbreviato 4 anni a un italiano di 50 anni e 3 anni e 4 mesi al complice di 52. Le auto aperte con un «bypass»
Seguivano le auto di lusso e, quando i proprietari si fermavano, inibivano la chiusura tramite dispositivi tecnologici. Appena gli automobilisti si allontanavano, uno dei due uomini saliva a bordo del mezzo preso di mira e, bypassando le chiavi, metteva in moto per poi allontanarsi. In questo modo, tra dicembre 2023 e gennaio 2024, erano state portate via tre Land Rover in città. Le indagini hanno portato all’individuazione dei due presunti responsabili: due italiani di 50 e 52 anni. Nei giorni scorsi sono stati condannati in abbreviato per quei fatti, rimediando quattro anni il primo, tre anni e quattro mesi il secondo.
La prima denuncia arrivò dall’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, a cui il 29 settembre 2023 rubarono la Land Rover in via dei Celestini. Nei mesi successivi arrivarono quelle delle altre vittime. Iniziate le indagini, grazie alle immagini delle telecamere, i carabinieri della sezione operativa di Bergamo ricostruirono il fatto che le auto (salvo quella di Doni) venivano seguite da una Peugeot, con a bordo due uomini. Quando i guidatori delle Land Rover si fermavano, scendendo dal mezzo, il passeggero della Peugeot 2008 saliva sulle loro auto e metteva in moto.
Utili le intercettazioni
Le auto rubate venivano poi «ritoccate», con la punzonatura dei telai e la sostituzione delle targhe (ne venivano applicate di straniere). Le indagini, coordinate dalla Procura, si sono quindi subito concentrate sulla Peugeot 2008 in uso ai due italiani, su cui sono state sistemate le «cimici». E sono partite le intercettazioni sui telefonini dei due sospettati. A febbraio 2024, i due sono stati seguiti sino a un capannone nel Lecchese, dove le auto rubate subivano le modifiche. Ulteriori indagini hanno permesso inoltre di accertare che il telefono del cinquantaduenne, durante i furti, agganciava le celle compatibili a quella zona, e che in quei momenti era in contatto con il cinquantenne. A marzo le perquisizioni delle case dei due uomini e del capannone: venne trovata la strumentazione utile per i furti su commissione, oltre all’elenco delle auto rubate e i compensi che gli spettavano. Ora le condanne.
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