Cronaca / Bergamo Città
Mercoledì 28 Gennaio 2026
Celadina, muore urtata in moto a 100 metri da casa. «Angela, una donna speciale, faceva sentire tutti a casa»
LA TRAGEDIA. L’incidente davanti al mercato ortofrutticolo: Angela Varzaru, 52enne di origine moldava, è stata colpita da un camion passato con il semaforo rosso. Il marito accorre in strada: «I vigili mi hanno bussato, mi è crollato il mondo addosso».
È morta a cento metri da casa, Angela Varzaru, mentre tornava dal lavoro in sella al suo scooter. Un camion Renault, passato con il semaforo rosso, le ha tagliato la strada, sbalzandola di sella. L’impatto con l’asfalto è stato letale; una dottoressa che stava transitando in quel momento, anche lei in moto, ha cercato di praticarle il massaggio cardiaco, ma non c’è stato nulla da fare. Erano le 8,30 di martedì 27 gennaio, il traffico alla Celadina era intenso. Angela, 52 anni, origini moldave, aveva da poco terminato le sue mansioni di domestica in un’abitazione del centro città. Si stava immettendo su via Borgo Palazzo da una laterale, via Verne, che lambisce il piazzale del mercato ortofrutticolo. «Aveva il semaforo verde», ha raccontato un testimone alla polizia locale che si sta occupando delle indagini. Cento metri, forse poco più, e sarebbe arrivata al suo appartamento, in un condominio al civico 8 di via Paci dove da nove anni viveva col marito.
(Foto di Bedolis)
Lungo via Borgo Palazzo, in direzione Seriate, stava sopraggiungendo l’autocarro, guidato da un cittadino pakistano, che ha colpito la moto della 52enne con la parte anteriore destra. Il camion si è fermato 35 metri dopo l’incrocio teatro della collisione. Sull’asfalto nessun segno di frenata violenta. Il corpo di Angela è finito tre metri oltre l’autocarro, mentre lo scooter ha terminato la sua corsa una ventina di metri più avanti. Il pm Maria Esposito nelle prossime ore aprirà un fascicolo per omicidio stradale nel quale verrà presumibilmente iscritto il conducente del mezzo pesante.
Il dolore
Circa trecento metri di via Borgo Palazzo – dal punto dell’incidente sino all’incrocio con via Pizzo Redorta – sono rimasti chiusi fino in tarda mattinata per consentire i rilievi. In quel tratto d’asfalto si è così creata una bolla in cui sono rimasti cristallizzati l’istante fatale e le sue tragiche conseguenze: il corpo della donna pietosamente coperto da un telo dorato in uso ai soccorritori del 118, lo scooter rovesciato su un fianco e il camion, oltre ai detriti che l’urto ha prodotto. Mentre a fianco, sul controviale, gli automobilisti in coda guardavano dai finestrini e chiedevano. È in questa bolla che poco prima delle 11, quando la salma della signora era già stata rimossa, è comparso il volto straziato del marito Iurie Varzaru, anche lui di origine moldava. Lo si è visto piangere disperato, torturarsi il volto con le mani, mentre una vicina di casa cercava di consolarlo come poteva.
«Mi è caduto il mondo addosso»
«Avevo fatto il turno di notte e stavo dormendo – ricostruirà in serata l’uomo, operaio in un birrificio –. Mi hanno suonato i vigili. Ho aperto la porta e mi hanno detto: “C’è stato un incidente e purtroppo sua moglie non ce l’ha fatta”. Mi è caduto il mondo addosso». Lui e Angela erano in Italia dal 2008, arrivati con la speranza di una vita migliore ed entrambi con una laurea in Economia e Commercio in tasca. «Ma qui da voi il nostro diploma non è valido, per integrarlo servono altri esami – spiega –. Angela voleva sostenerli, ma nostro figlio Emil era piccolo, aveva sei anni, e lei ha scelto di dedicarsi a lui».
Martedì 27 gennaio Emil, 23 anni, era a Trieste per sostenere l’ultimo esame prima della laurea in Fisica, in programma a marzo. «È un genio», lo descrivono i vicini di pianerottolo che in tarda mattinata avevano espressioni affrante. Una di loro, appresa la notizia, ha avuto un mancamento. «Eravamo molto legati – confidava una signora –. Angela e Iurie sono bravissime persone. Noi donne ci trovavamo la sera per bere il caffè. Ad Angela piaceva leggere e viaggiare. Era bravissima a cucinare, ci sorprendeva anche con i piatti italiani».
«Era soprattutto umana»
Risotto e lasagne, dice ora il marito con un filo di orgoglio nel tono di voce. Che s’incrina presto: «Angela era soprattutto umana. Dava consigli, aiutava gli altri. Pensi che aveva conosciuto una ragazza ucraina piuttosto introversa e, per crearle una rete di conoscenze, l’aveva più volte invitata a casa nostra, facendole conoscere i nostri amici».
«Mancherà», si sospira sul pianerottolo. La salma è composta nella Casa del commiato «Bianca» di via Nazionale a Seriate. I funerali giovedì 29 gennaio.
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